Assestamento, iniziata la votazione

Dal Consiglio via libera al bonus artigiani

TORINO Con la discussione generale e i primi emendamenti è partito in Consiglio regionale l’esame dell’assestamento di bilancio. Un assestamento tecnico, per l’assessore competente Andrea Tronzano, che ha però suscitato un ampio dibattito in aula.

La relatrice di maggioranza Alessandra Biletta (Fi) ha sottolineato l’importanza del provvedimento, anche tenendo conto dell’effetto che la pandemia ha avuto sui conti regionali,«con una drastica riduzione delle entrate riferite ai principali tributi. Nonostante questo – ha aggiunto – con il Riparti Piemonte l’amministrazione regionale ha effettuato una grande iniezione di liquidità di 131 milioni, ha sostenuto il credito ed è intervenuta per il rilancio dell’economia con gli 80 milioni del fondo unico per il sostegno agli investimenti. La visione che emerge dall’assestamento è quella di un bilancio strettamente interconnesso con l’azione comunitaria dei fondi europei e del Recovery Fund».

Critiche le opposizioni, con le relazioni di minoranza di Marco Grimaldi (Luv), Sean Sacco (M5s) e Daniele Valle (Pd). Grimaldi ha ricordato che «vi avevamo chiesto risorse per i voucher scuola, la didattica a distanza, le nuove povertà, ma non avete voluto discuterne, trincerandovi dietro un assestamento che definite tecnico, ma che è politico. Utilizziamo almeno il fondo di riserva per uno screening di massa».

Per Sacco «nonostante le precedenti rassicurazioni della maggioranza, in questo assestamento non c’è stato alcuno spazio di confronto e di manovra con la minoranza. La Giunta ha erogato decine di milioni di euro, anche in settori in cui è più complicato utilizzarli, ma non c’è stata la volontà di confrontarsi sulle nostre richieste».

Valle ha stigmatizzato«la scarsissima disponibilità della maggioranza al confronto. Non abbiamo avuto opportunità di discutere l’assestamento con gli assessori, una prassi inusuale. C’è un deficit di politica. Le variazioni sembrano solo tecniche, ma con meno fondi proprio nei settori, a partire dalla cultura, in cui questo centrodestra non crede».

Silvio Magliano (Moderati) si è detto preoccupato:«Si contrappone chi produce a chi studia, a chi si forma per diventare poi un produttore. E’ un grosso errore».

Sono 56 gli emendamenti presentati dalla minoranza. Nel pomeriggio sono stati illustrati sino all’articolo 5. Il gruppo Pd, con Monica Canalis, Domenico Rossi e Daniele Valle, ha chiesto più risorse per la cultura, la montagna, l’Edisu, la mobilità sostenibile, le borse di studio per i medici specializzandi.

Il M5s, con Giorgio Bertola, Francesca Frediani, Sarah Disabato e Ivano Martinetti, ha chiesto di incrementare i fondi per la lotta all’usura, il trasporto degli scolari, l’università della terza età, le aree protette, il trasporto su merci, la pulizia del Po.

Luv, con Marco Grimaldi, ha proposto l’incremento delle risorse per i voucher scuola, l’Edisu, il sostegno agli affitti e ai mutui sulla prima casa, i ristori per chi è stato escluso dal primo bonus sul covid19.

Per il momento la Giunta ha espresso pareri negativi e gli emendamenti sinora votati sono stati respinti.

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