Casa di riposo di Cherasco: alcuni dipendenti contestano la scelta di affittare il ramo cucina a una cooperativa

Casa di riposo di Cherasco: alcuni dipendenti contestano la scelta di affittare il ramo cucina a una cooperativa

CHERASCO Non si spengono le polemiche alla Casa di riposo “Ospedale di Cherasco”, dopo che il Consiglio d’amministrazione a larga maggioranza aveva deciso di affittare il ramo cucina a una cooperativa specializzata. Tre dipendenti hanno inviato una missiva al sindaco Carlo Davico e al presidente del Consiglio comunale Massimo Rosso dove annunciano di restituire il premio Cheraschese dell’anno 2020 che il Comune aveva idealmente dedicato anche al personale della struttura, prodigatosi nella lotta al Covid-19.
Un riconoscimento dall’alto valore simbolico e motivo d’orgoglio: «Purtroppo però, a causa dell’incomprensibile decisione, assunta dal Cda della nostra Rsa di esternalizzare il servizio di refezione, con il benestare dell’Amministrazione comunale cheraschese, che all’interno del predetto Consiglio è presente con tre consiglieri, di cui uno addirittura con ruolo di presidente, ci vede costretti, in segno di protesta, a restituire il premio ricevuto, dal momento che tale scelta mette a rischio i nostri diritti e il nostro futuro lavorativo».

La collaborazione sorta con un operatore professionale del settore è stata decisa per garantire un servizio mensa sempre più rispettoso delle esigenze degli ospiti, specificava la direzione della Casa di riposo in comunicato stampa, ma anche «in considerazione del fatto che rappresenta la soluzione migliore per la tutela normativa degli attuali dipendenti della Casa di riposo, addetti al reparto stesso». Il presidente Luciano Marengo auspica che dopo le consultazioni sindacali tutto il personale dell’ente, formato da circa 75 tra dipendenti e collaboratori esterni, possa in futuro «continuare a svolgere le mansioni in un ambiente lavorativo sereno e professionalmente qualificato».

Nel rispetto dell’autonomia gestionale, il sindaco Carlo Davico aveva già richiesto che si fossero considerate come priorità il benessere degli ospiti, il mantenimento dei posti di lavoro e dei rispettivi ruoli. «Dai primi riscontri mi pare che le sollecitazioni siano state recepite», commenta il primo cittadino, «si salvaguardia il lavoro e la cucina rimarrà interna alla struttura, i pasti saranno preparati in Casa di riposo. Comunque al riguardo nei prossimi giorni ci sarà un incontro con il Consiglio d’amministrazione per evitare inutili e dannosi fraintendimenti».

Cristiano Lanzardo

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