Marello (Pd): scuola e famiglie fanalini di coda di questa nostra Italia

Coronavirus, contagi stabili. Rt in aumento di 0,4 con riapertura delle scuole
Foto di repertorio

ALBA Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, con ordinanza, ha chiuso tutte le scuole di ogni ordine e grado in provincia di Cuneo e di Torino, nel vercellese e nell’Ossola, dal 8 al 20 marzo; restano aperti i nidi ed i micronidi. È il risultato dell’applicazione del combinato disposto degli articoli 21 e 43 del dpcm Draghi. Insomma di regole che disciplinano le nuove zone rosse che negli ultimi mesi, al tempo di Conte, consentivano comunque di tenere aperti gli asili, le elementari e la prima media.

«So bene che i numeri di questi giorni sono allarmanti. E che le prossime settimane si preannunciano come durissime dal punto di vista sanitario, ma credo altrettanto che il Paese non abbia più la forza di affrontare le stesse misure anti Covid di un anno fa», scrive in una nota il consigliere regionale Maurizio Marello (Pd).

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«Le persone, le famiglie, le imprese sono allo stremo. Sotto il profilo psicologico, sociale ed economico. Inoltre un dato costante accompagna questo anno di pandemia: a pagare per prima e prima di tutti è stata la scuola, sono stati i nostri ragazzi. In nessun Paese europeo le scuole sono state chiuse tanto quanto in Italia.

In questo quadro, per ora, il nuovo Governo non ha fatto altro che inasprire i provvedimenti di quello precedente.

Attendiamo tutti con ansia la soluzione (l’unica esistente) dei vaccini. Ma nel frattempo occorre tenere presente, a mio modesto parere, lo stato d’animo delle persone che un anno fa esibivano dai balconi la scritta “Andrà tutto bene” perché avevano in cuore una forza ed una speranza che oggi non hanno più.

E non trovo giusto che a pagare siano sempre coloro che hanno meno voce in capitolo, che non votano e che pagheranno (insieme agli anziani) più di ogni altro questa triste vicenda: i nostri ragazzi».

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