Gli incidenti mortali in provincia tornano ai livelli pre Covid

Gli incidenti mortali in provincia tornano ai livelli pre Covid

PROVINCIA GRANDA Spariscono le restrizioni nei movimenti e purtroppo il numero di incidenti mortali torna a livelli pre Covid- 19. I dati arrivano dall’Ufficio Stampa della Provincia di Cuneo che dal 1998 monitora quotidianamente la situazione tramite le informazioni giornalistiche. Pur non essendo, quindi, dati ufficiali, permettono di seguire l’andamento del fenomeno negli anni e di monitorare andamenti e statistiche.

Sono 18 le vittime della strada registrate nei primi sei mesi del 2021. Nello stesso periodo del 2019 i morti sulle strade della Granda erano stati 18. Nel 2020 caratterizzato da mesi di lockdown il bilancio dei morti era sceso a 11.

Il mezzo più pericoloso rimane l’automobile con due terzi degli incidenti mortali, ben dodici, avvenuti in scontri con altri veicoli, mezzi pesanti o trattori in movimento. Due i motociclisti che hanno perso la vita, così come due i ciclisti e due i pedoni.

Il mese peggiore è stato maggio con la riapertura delle attività e 8 morti, mentre nei primi tre mesi dell’anno da gennaio a marzo si sono verificati soltanto 3 decessi con il mese di marzo che non ha registrato vittime della strada.

Nel 2019 e nel 2018 le vittime della strada erano state 44. Una guerra che ha causato 1.731 morti in 20 anni in un territorio di 560 residenti. Un morto ogni 330 persone. Un’enormità, un pedaggio esoso pagato dalla nostra Provincia.

Venti anni non sono passati invano se si pensa che nel 1998 le vittime della strada furono ben 138. Nel 1999 i morti furono 125, tre in meno (122) l’anno successivo, 115 nel 2001, 116 nel 2002, lo stesso numero nel 2003. L’introduzione della patente a punti con i maggiori controlli delle forze dell’ordine, ma anche il miglioramento della tecnologia sulle automobili che ha reso le macchine più sicure per occupanti e pedoni, hanno permesso di ridurre oltre a un terzo le vittime.

Dopo il record positivo del 2016 con 33 morti si era registrata una risalita con 59 decessi nel 2017 e 44 nel 2018 e 2019, numeri in crescita rispetto al 2016 dovuti, probabilmente, a un uso sempre più frequente dei cellulari alla guida.

Le principali cause di incidenti restano, infatti, in base ai dati della Provincia, le distrazioni: uso dei cellulari e in misura minore, ma in ogni caso consistente gli stati di ebbrezza e effetto stupefacenti. Tra le altre cause: la velocità troppo elevata, le mancate precedenze e i sorpassi.

Le cause di incidentalità nel Cuneese sono in parte dovute anche alle condizioni delle strade, ma soprattutto alla vastità del territorio, alla presenza di tanti piccoli e medi centri abitati e all’assenza di grandi infrastrutture di comunicazione e autostradali che obbligano i cittadini ad utilizzare la normale viabilità comunale o provinciale per gli spostamenti quotidiani.

Marcello Pasquero

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