Il carcere Montalto di Alba non chiude i battenti

Il carcere Montalto di Alba non chiude i battenti

ALBA Una Messa concelebrata, nel giardino della casa di reclusione “Giuseppe Montalto” di Alba, dal vescovo Marco Brunetti e dal cappellano del penitenziario, don Gigi Alessandria: la funzione, officiata il 30 giugno, ha celebrato la ricorrenza di san Basilide, patrono della Polizia penitenziaria.

Assieme alla direttrice Giuseppina Piscioneri, al comandante Ramona Orlando e agli agenti erano presenti esponenti di Forze dell’ordine, istituzioni locali e realtà che, come l’associazione Arcobaleno collaborano con il carcere. Come annunciato da Gazzetta l’istituto è in fase di riconversione, col trasferimento dei detenuti e l’arrivo degli internati dalla casa lavoro di Biella (al momento sono 24, sui 31 posti previsti). L’argomento è stato affrontato da Alessandro Prandi, garante comunale per i detenuti: «Gli internati si trovano nell’unica sezione attivata, quella dove c’erano i condannati. Hanno incontrato gli educatori: con loro stiamo pensando ai programmi di attività per la casa lavoro».

Prandi prosegue indicando le iniziative: «Il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di Alba avvierà corsi di lingua e laboratori artistici; l’associazione Ragazzi del Roero si occuperà di sport, ci sarà un corso per operatori agricoli e una convenzione con il Comune di Guarene per impegnare alcuni internati nel volontariato. Sono tutte occasioni preziose, che mi auguro possano coinvolgere altre realtà del territorio».

Circa il rischio che l’istituto di Alba non venga riattivato il garante precisa: «L’aggiudicazione dei lavori di ristrutturazione, da poco annunciata è la prova che l’intenzione di ripristinare il Montalto quale casa di reclusione c’è, pensando una realtà a più circuiti, come accade in molte strutture italiane».

Francesca Pinaffo

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