Il pane di Dio che scalda il cuore e fa comunione

Il pane di Dio che scalda il cuore e fa comunione

PENSIERO PER DOMENICA – XVIII TEMPO ORDINARIO – 1 AGOSTO

Continuando la meditazione sul capitolo 6 di Giovanni incontriamo la prima reazione della folla al miracolo della moltiplicazione dei pani e il lungo discorso di Gesù, che segue lo schema di un’omelia tipica del culto sinagogale, in cui ogni anno, a Pasqua, si spiegava al popolo il miracolo della manna (Es 16,2-15). Ma le parole di Gesù sono diverse da quelle dei rabbini!

Il pane di Dio che scalda il cuore e fa comunione
L’Eucaristia, miniatura dal Messale dei Maestri di Albrecht, XV secolo, Biblioteca nazionale Vienna.

La prima preoccupazione di Gesù è purificare le motivazioni che hanno indotto quelle persone ad attraversare il lago e a cercarlo: egli non vuole essere cercato come dispensatore di miracoli. A Gesù interessa che le persone credano in lui come «colui che ha mandato». La fede, primariamente, non riguarda gli atti né l’insegnamento di Gesù, ma la sua persona. Credere è avere fiducia totale in lui, vivere un legame profondo con lui. Per tutta risposta, la gente gli chiede di ripetere il miracolo: spera che il suo pane sia come la manna, che ogni mattina sfamava il popolo nel deserto!

Gesù spiega il senso di quanto ha fatto. Il pane moltiplicato è un segno che rinvia al vero pane, quello che nutre e dà la vita. È lui il «pane di Dio, che discende dal cielo e dà la vita al mondo» (6,33): una vita piena, comprensiva della risurrezione nell’ultimo giorno. Notiamo lo sviluppo del ragionamento: per gli israeliti, il pane dal cielo era la manna, necessaria per sopravvivere nel deserto; per i rabbini era la Legge, che ti diceva cosa fare della vita; qui il pane dal cielo è Gesù, principio di una vita che non muore. Per nutrirci di questo pane che ci assicura la vita piena-eterna abbiamo due strade: la fede in Gesù e la comunione eucaristica. Ma nell’ordine indicato. Lo scriveva già sant’Agostino: «Credere in lui: questo significa mangiare il pane vivo. Chi crede mangia!». Il vero pane è Gesù, dono del Padre all’umanità, che comunica la vita definitiva più forte della morte e che immette nel mistero di Dio.

Quando ci sembra di vagare nel deserto, quando il cammino della vita si fa duro, abbiamo bisogno di tre supporti: cibo materiale per nutrire il corpo, una meta a cui tendere per tenere occupata la mente e relazioni belle, che ci scaldino il cuore. Dio ci ha regalato tutto questo. Con la creazione ci ha dato il cibo, frutto della terra e del nostro lavoro. Gesù ha completato l’opera: la sua Parola è luce per il nostro cammino; l’Eucaristia, intesa come comunione con lui, è il pane che dà forza al cuore, amore che crea comunione, vita fraterna nella semplicità del quotidiano.

Lidia e Battista Galvagno

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