Ultime notizie

A dura prova l’economia e l’export italiano per i blocchi viari del Brennero, del Canale di Suez  e lungo il Mar Rosso

La denuncia arriva da Coldiretti Asti

A dura prova l’economia e l’export italiano per i blocchi viari del Brennero, del Canale di Suez  e lungo il Mar Rosso

ECONOMIA I blocchi viari del Brennero, del Canale di Suez  e lungo il Mar Rosso stanno mettendo a dura prova l’economia e l’export italiano. Solo nel mese di gennaio, l’impatto è stato devastante, con una minore esportazione di prodotti agroalimentari ed enologici senza pari.

La denuncia arriva da Coldiretti, confidando che la recente missione Aspides nel Mar Rosso e Canale di Suez, concepita a protezione delle navi e con regole d’ingaggio a tutela del commercio italiano, possa risultare presto efficace e senza ripercussioni.

Lo stesso vale per il Brennero, il cui blocco dei mezzi pesanti, motivato da una politica di difesa contro i flussi clandestini dei migranti e per mitigare l’impatto ambientale causato dalle emissioni di gas di scarico in atmosfera, sta penalizzando il settore.

Il presidente di Coldiretti Asti Monica Monticone ha sottolineato: – «L’insostituibile canale del Brennero, per il flusso delle merci dall’Italia verso l’Europa, rischia di essere soffocato dai limiti alla circolazione, con ripercussioni pesanti su economia e lavoro. La sola Germania rappresenta il principale mercato di sbocco europeo del cibo Made in Italiy, con 8 miliardi di fatturato nel 2023 e un indice di crescita del 9% rispetto all’anno precedente»,

Il direttore di Coldiretti Asti Diego Furia ha aggiunto:- «A minacciare le esportazioni agroalimentari di bandiera sono anche le difficoltà alla navigazione, nel Mar Rosso, provocate dagli attacchi Houthi dello Yemen contro le navi che trasportano agroalimentari verso l’Asia (5,5 miliardi  di euro). Mettere in contatto l’Occidente con l’Oriente, evitando il Canale di Suez, significa circumnavigare l’Africa e quindi un considerevole allungamento delle rotte marittime, che si traduce in costi maggiori (da + 40% fino quasi a triplicare in certi casi) e in rese lunghissime (+7-10 giorni fino a decuplicare i tempi solitamente impiegati)».

Nello specifico, tra le produzioni più penalizzate non mancano i vini. Al riguardo, il vice direttore di Coldiretti Asti Secondo Rabbione, nella sua funzione di direttore del Centro studi vini del Piemonte a San Damiano d’Asti (dove giungono campioni da tutta Italia), ha spiegato: -«Nel mese di gennaio, abbiamo visto dimezzarsi i certificati di esportazione verso i Paesi dell’Est asiatico. Molte aziende sono state costrette a congelare le commesse e, in alcuni casi, ad attivare la Cassa integrazione per i propri dipendenti».

Oltre che sulle esportazioni, il blocco del Mar Rosso pesa sulle importazioni di fertilizzanti provenienti dall’Asia (il 15% del totale degli arrivi in Italia, per un valore di circa 200 milioni di euro nel 2023), determinando una preoccupante ricaduta sui costi di produzione delle imprese agricole del nostro Paese.

Monticone e Furia hanno concluso:-«Per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia nazionale occorre rimuovere gli ostacoli commerciali, agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture. Irrinunciabile è l’offerta del Pnrr per modernizzare la logistica nazionale. E’ importante, poi, lavorare sull’internazionalizzazione per sostenere le imprese che vogliono conquistare nuovi mercati e rafforzare quelli consolidati».

Manuela Zoccola

Banner Gazzetta d'Alba