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Rotary club di Alba alla scoperta dei tesori della tradizione langarola

Rotary club Alba alla scoperta dei tesori della tradizione langarola
Foto di Lucia Erné

SOTTO LE TORRI Martedì 20 febbraio, nel palazzo Banca d’Alba, per il ciclo di incontri “Pronti ad agire. Insieme possiamo”, organizzato dal Rotary Club di Alba in collaborazione con Banca d’Alba e con la partecipazione straordinaria dell’Arte bianca di Neive si è tenuta la relazione “I tesori nascosti della tradizione langarola. Alla scoperta del pane di Niella e del Liseiret”. Relatori sono stati Emanuele Rovella, Matteo Monchiero, Elena Bonelli e Donatella Murtas. Moderatore della serata Ginetto Pellerino, Gran maestro della Confraternita della nocciola di Cortemilia e presidente nominato del Rotary di Alba per l’anno 2025-26.

Dopo i saluti dell’amministrazione comunale portati dall’assessora Elisa Boschiazzo, il presidente del club albese Paolo Fortuna ha introdotto la serata e ha ricordato l’anniversario della fondazione del Rotary il 23 febbraio 1905.

La relazione ha visto la presentazione di due prodotti poco conosciuti della zona di alta Langa e del Monregalese, in particolare la farina di Niella Tanaro e il Liseiret. Emanuele Rovella, presidente della Pro Niella Tanaro, ha descritto il pane di Niella, ottenuto dalla macinazione di un grano antico con tecniche tradizionali.

Foto di Lucia Erné

Si tratta di un prodotto tipico di Niella Tanaro che deriva dal progetto “La niela fa la mica bela”, che produce la farina, ottenuta dal tradizionale processo di semina, mietitura e molitura di un miscuglio di quindici grani tradizionali cresciuti insieme alla nigella del frumento.

Non si tratta di una farina biologica, ma di una farina tipo 1-2 derivata dalla macinazione di molte varietà di grani antichi cresciuti naturalmente, senza concimi e/o additivi chimici, in un campo da anni incolto. La molitura a pietra è stata realizzata in un antico molino che possiede ancora le caratteristiche attrezzature del passato; infatti quelli moderni non sono attrezzati per lavorare un grano tradizionale, in quanto fanno una selezione dei chicchi legata al peso, mentre le tecniche tradizionali permettono di fare una vera e propria pulitura che sgretola i chicchi non adatti alla farina.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata invece al Liseiret (chiamato anche Gouaus o Weisser Heunisch o Preveiral, ha infatti più di novanta sinonimi), uno dei più antichi vitigni bianchi che conosciamo, “genitore” di vini famosissimi come lo Chardonnay e il Riesling, ma poi dimenticato e superato dai suoi illustri figli. L’agronomo Matteo Monchiero ha descritto la sua storia (che parte addirittura dall’antica Roma) e di come il clima più rigido del passato lo rendesse molto acido, seppur adatto a terreni difficili e per la popolazione più povera.

In Piemonte è rimasto nella zone marginali (in alta Langa come nelle valli alpine) a causa della grande generosità nella sua produzione, ma non veniva apprezzato molto e bevuto con l’aggiunta di colorazioni come il Neiret o le bacche di sambuco.

Elena Bonelli delle Cantine Germano di Serralunga d’Alba ha illustrato il loro avvicinamento a questo antico vitigno e come si sia deciso di sfruttare quell’acidità, che dapprima era un difetto in un vino fermo, in un fattore positivo per la sua spumantizzazione. Il processo richiede circa 40 mesi di trattamento con dei lieviti e infine la sola aggiunta di poco zucchero, senza fare alcuna variazione. Le caratteristiche del vitigno, unite al cambiamento climatico, hanno creato un mix che lo rende un interessante vino da bollicine.  Questa ripresa è stata merito di Elio Altare e di Sergio Germano.

Infine, l’architetta Donatella Murtas, direttrice dell’Ecomuseo dei terrazzamenti e della vite di Cortemilia, ha descritto il progetto di valorizzazione del territorio dell’Alta Langa che ha riguardato anche la riscoperta e la diffusione delle antiche tradizioni della zona, tra cui anche il Liseiret. In passato il progetto aveva anche compreso la vinificazione del Liseiret con le tecniche tradizionali, quindi come vino fermo, ma i risultati non erano all’altezza dei suoi concorrenti né della sua versione spumantizzata.

L’interessante incontro ha poi visto una degustazione di tutti i prodotti illustrati nella conferenza. L’istituto Arte bianca di Neive (Cillario Ferrero), sotto la guida del vicepreside Maurizio Trinchero e il professore Giosué Vetro, coordinati dal professor Matteo Dellavalle, ha realizzato un aperitivo con prodotti a base della farina di Niella Tanaro, mentre le Cantine Germano ha fornito il vino Liseiret spumantizzato. I risultati sono stati ben oltre le aspettative del pubblico.

La conferenza è stata estremamente interessante e coinvolgente. È possibile recuperarla nella sezione streaming del canale ufficiale Youtube del Rotary club di Alba (clicca QUI)

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