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Alec presenta la mostra fotografica Osservazioni sulle mani di Ros Ventura

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ALBA Sarà inaugurata mercoledì 15 maggio alle 17.30 nella sede dell’associazione Alec in via Vittorio Emanuele II 30 la mostra fotografica di Ros Ventura, esposizione che  si inserisce nel circuito off del calendario di Alba foto festival 2024, che oltre ad altre mostre ed iniziative legate alla fotografia comprenderà anche il congresso Nazionale della Fiaf (Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche), ad Alba dal 15 al 19 maggio.

Per l’occasione l’artista presenta due parti del progetto Osservazioni sulle mani da lui concepito per diventare una trilogia. Si tratta, infatti, di un’opera in divenire: un work in progress che ben riflette la modalità concettuale che da sempre caratterizza la sua produzione. Il progetto trae ispirazione da un’attenta riflessione sul noto saggio di Goethe Il Cenacolo di Leonardo (1817).

«La prima parte della trilogia, I tempi del silenzio – spiega Caterina Franchini, curatrice, co-fondatrice e vicepresidente di Phlibero, – prende avvio da un progetto di reportage fotografico nato nel 2010 in una residenza per persone disabili, la Fundació Pere Mitjans nella periferia di Barcellona, poi proseguito e conclusosi al Musée du Louvre di Parigi; due luoghi che l’artista pone significativamente su uno stesso piano. Al contesto privato e chiuso della Fundació Pere Mitjans, dove i disabili esprimono attraverso le mani in buona parte i loro bisogni e il loro silenzio, fa da contrappunto il Musée du Louvre dove migliaia di visitatori osservano l’espressione non verbale delle mani scolpite in marmo, pietra, metallo».

Poi aggiunge: «I tempi della materia è la seconda parte del progetto, qui la riflessione si centra sulla longevità della vita della materia. Alle domande che si pone l’artista: Quanto può durare il gesto effimero d’una mano umana? o Quanto può durare il gesto immobile di una mano scolpita nel marmo o modellata nella cera? o Quale è il tempo di vita della materia umana? La risposta unisona è: Vogliamo vivere per l’eternità! Così urla una e un’altra volta la coscienza umana. Senza soluzione di continuità ripetiamo, celebriamo e autocelebriamo i nostri atti, per perpetuare il momento transitorio in eterno, come il gesto effimero d’una mano umana, in un altro gesto più longevo nel tempo: quello d’una mano scolpita nel marmo o modellata nella cera».

«In definitiva, – conclude Franchini – Ros Ventura enfatizza quel desiderio primario dell’umanità di trascendere la materia umana e con un atto amoroso e allo stesso tempo disperato vivere per l’eternità».

La mostra resterà aperta fino al 19 maggio con orario dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

L’artista: Ros Ventura

Ros Ventura – Ros Ventura nasce nel 1962 a Buenos Aires dove si forma all’Accademia Meeba, e lavora presso il laboratorio di fotomeccanica della rivista Lyra/Teatro Colon.  Nel 1986, trasferitosi in Italia, entra attivamente a far parte del collettivo di artisti Sottopassaggio con cui partecipa, tra le altre iniziative, anche all’esposizione-installazione “Die Schwalbe Ruft” articolata in una serie di location nelle Langhe.

Nel 1993 a Verona realizza le illustrazioni per i racconti “14.14 Racconti e Disegni” e alcune scenografie per il teatro e per la danza contemporanea in collaborazione con la compagnia Ersilia e l’Ente Lirico Arena di Verona. Negli stessi anni inizia la sua personale ricerca pittorica legata agli spazi intesi come luoghi di forte contrasto e di antagonismo tra mobilità e rigidità, interno ed esterno, silenzi e rumori.

Dal 1999 si stabilisce a Barcellona (Spagna) e frequenta i corsi di fotografia digitale presso l’Accademia GrisArt. Da allora, parallelamente alla pittura, Ros Ventura sperimenta nei suoi progetti la fotografia digitale e le sue opere vengono esposte: al  Festival internazionale di Arte Contemporanea di Barcellona (Bac!), al Museo de Arte Contemporanea de Castilla y Leon (Musac); presso La Fábrica Galleria d’arte di Madrid (in collaborazione con il Ministero di Cultura Spagnolo); in occasione di Paratissima 2011 a Torino e del Premio Oskar Barnack/Leica in Germania.  Ha collaborato con Margutte Non-rivista on-line di letteratura e altro.

Da anni scatta foto esclusivamente con la fotocamera integrata dello smartphone, accettando i suoi limiti e le imprecisioni, ma apprezzando al contempo la sua praticità e spontaneità.

Bruna Bonino

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