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Fermata la banda che tra Santo Stefano Belbo e Asti rubava rame e ferro

I comuni nei quali sono stati commessi i reati oggi in contestazione sono Santo Stefano Belbo e alcuni comuni dell’hinterland Astigiano.

Coppia di 35enni teneva in auto un arsenale di attrezzi da scasso 1

SANTO STEFANO BELBO Nelle prime ore di oggi, 24 maggio, nella provincia di Cuneo e in quella di Asti, i Carabinieri della compagnia di Alba, collaborati in fase esecutiva da quelli del comando provinciale di Asti e della compagnia di Mondovì, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari e di sottoposizione all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria emessa dal Gip del Tribunale di Asti, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di sei soggetti, tutti cittadini italiani, ritenuti responsabili di concorso in furti di rame e materiale ferroso.

Il provvedimento restrittivo scaturisce da un’attività di indagine, convenzionalmente denominata “Copper”, avviata dal mese di ottobre 2023 dai Carabinieri del nucleo operativo della compagnia Carabinieri di Alba e della stazione di Santo Stefano Belbo e condotta anche attraverso l’esame delle immagini di video sorveglianza dell’impianto di videosorveglianza comunale di Santo Stefano Belbo, che ha consentito d’individuare, sin da subito, i mezzi nella disponibilità del gruppo perseguito e di  comprovare l’operatività di alcuni soggetti dediti alla commissione di furti di rame e acciaio in danno di un plesso scolastico, di un centro commerciale e di private abitazioni. Il gruppo perseguito aveva sede operativa ad Asti e si muoveva agevolmente tra le province di Asti e Cuneo, con una non comune padronanza del territorio.

carabinieri di a Le investigazioni, in particolare, hanno dimostrato come gli indagati, con precisa ripartizione di ruoli e compiti ben definiti, raggiungevano il luogo da depredare a bordo di due auto e con estrema rapidità asportavano il materiale d’interesse sia all’esterno che all’interno dell’edificio, in quest’ultimo caso forzando porte e finestre per poter accedere. Nell’ordinanza notificata agli indagati viene contestata la commissione di sei furti che, si stima, abbiano fruttato una somma tra i 50 e i 70mila euro.

Al termine dell’esecuzione dei provvedimenti, che ha visto impiegati circa 50 Carabinieri, tre degli arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive dimore, mentre altri  tre sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, mentre altri due presunti complici sono stati deferiti in stato di libertà.

L’operazione costituisce una sia pur parziale risposta alla crescente preoccupazione della popolazione locale, e alla correlativa richiesta di incremento della sicurezza scaturente da un fenomeno criminale significativo, quale quello dei furti di rame e altri materiali cosiddetti “preziosi”.

È bene, infine, evidenziare come tutti gli odierni indagati debbano considerarsi innocenti sino all’emissione, a loro carico, di una sentenza definitiva di condanna.

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