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Dopo il voto. Un elettore su due ha detto addio alle urne

L’affluenza alle europee in Italia non va oltre il 50 per cento; molto bassi i numeri al Sud, ma è al Nord il calo maggiore rispetto al 2019

Rinnovo dei direttivi di quartiere, un ultimo appello per candidarsi

L’ANALISI «Un dato mortificante per il nostro Paese: l’Italia raggiunge il minimo storico di votanti alle elezioni europee più importanti della storia»: la sintesi del sindaco di Milano Beppe Sala, affidata a X, è perfetta per descrivere il 49,69 per cento di affluenza nazionale alle europee, contro il già non esaltante 56,38 del 2019. Nota a margine: i dati qui esposti sono riferiti alla consultazione per il parlamento di Strasburgo, i numeri delle comunali e regionali sono diversi per la presenza (o meno) degli italiani residenti all’estero e dei cittadini comunitari in Italia.

Da più parti è stata messa in evidenza la percentuale molto al di sotto del 50 per cento nel Mezzogiorno (43,72; addirittura 37,77 nelle isole), ma il calo più marcato è stato registrato al Settentrione: otto punti e mezzo al Nord-ovest (55,09 contro 63,59) e dieci punti nel Nord-est. In quest’ottica Alba e Bra, se non proprio virtuose, si sono comportate meglio della media: sotto le torri le astensioni sono cresciute del 5,66 per cento (68,18 contro 73,84 nel 2019); nella città della Zizzola le cose sono andate peggio, con un calo dell’8% (63,88 contro 71,89).

Tra le sette sorelle della Granda, com’era prevedibile, c’è stata molta differenza nell’accesso alle urne tra le quattro città dove si deve eleggere anche il sindaco (oltre a Bra e Alba, anche Fossano e Saluzzo) e le altre: a Cuneo, Savigliano e Mondovì la percentuale dei votanti è oscillata tra il 53 e poco più del 55 per cento degli aventi diritto. In altre parole: le comunali hanno trainato le europee.

p.r.

A Sanfront niente sindaco: più schede nulle che voti validi!

Dando un’occhiata al di fuori della nostra area di diffusione non mancano le notizie curiose e degne di una citazione. In provincia di Cuneo, uno dei più piccoli paesi coinvolti nella tornata elettorale (Stroppo, in Valle Maira) vedrà i suoi 110 elettori tornare alle urne domenica 23 per il ballottaggio. Il secondo turno sarà necessario a causa della parità che si è verificata tra due dei tre candidati alla carica di sindaco. Andrea Salsotto (della lista civica 2024) e Marco Abello (il cui schieramento ha una trota nel simbolo) hanno ottenuto 32 voti a testa. Il terzo contendente Daniele Tomatis (Partito del valore umano) ha avuto soltanto due voti.

Ancora più clamorosa la situazione che si è verificata a Sanfront, dove c’era una sola lista. Il quorum è stato ampiamente superato, con 1.318 votanti su 1.878 elettori. Il guaio, per il candidato sindaco Emidio Meirone, è che il numero delle schede nulle (622) e bianche (128) ha superato nettamente quello dei voti validi (568) rendendo nulle le elezioni. E il nome della lista (Un futuro per Sanfront) a questo punto è quasi beffardo. Il futuro di Sanfront sarà il commissariamento.

c.o.

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