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L’export torna a crescere nella Granda con un aumento del 2 per cento

I più importanti mercati dell’area Ue si confermano quello francese e tedesco, a cui si aggiungono Stati Uniti, Regno Unito e Canada

L'export torna a crescere nella Granda con un aumento del 2 per cento

IN PROVINCIA Secondo i dati presentati dalla Camera di commercio, l’export in Italia e in Piemonte non vive i suoi tempi migliori. Tutt’altra musica per la Provincia Granda dove le esportazioni di merci tornano in positivo registrando un incremento del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Le vendite all’estero dei prodotti made in Cuneo nel trimestre gennaio-marzo 2024 hanno sfiorato i 2,7 miliardi di euro,  mentre il valore delle importazioni si avvicina a 1,4 miliardi di euro (con un calo del 2,8%). Il saldo della bilancia commerciale si è attestato a 1.296 milioni di euro registrando un +7,7% rispetto al periodo gennaio-marzo 2023.

Malgrado il perdurare delle ripercussioni economiche determinate dal conflitto russo-ucraino e arabo-palestinese, l’export continua a essere uno dei motori della crescita economica della nostra provincia. Cuneo si conferma la seconda provincia esportatrice del Piemonte con il 17,4% delle vendite regionali fuori confine, che rappresentano l’1,7% a livello nazionale. La dinamica esibita dalle esportazioni di merci cuneesi nel periodo gennaio-marzo 2024 è molto superiore rispetto a quella evidenziata a livello piemontese (-2,1%) e alla media nazionale (-2,8%).

«Pur in un contesto complicato che ha visto il sistema Italia rallentare il flusso delle esportazioni le nostre imprese hanno dato un forte segnale di vitalità incrementando il dato, già straordinario, dello scorso anno»,  afferma il presidente della Camera di commercio di Cuneo Luca Crosetto. «Confido che il tanto atteso calo dei tassi di interesse possa far nuovamente risalire gli investimenti, rallentati dal costo del credito, per consentire al nostro sistema imprenditoriale di essere ancora più performante in termini di innovazione, crescita e competitività».

Esportazioni della provincia di Cuneo per principali prodotti (dati in euro)

 

MERCE

 

I trimestre 2023

 

I trimestre 2024

Quota

anno 2024

 

Var.%

Prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura

e della pesca

101.225.674 85.261.138 3,2% -15,8%
Prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere 2.141.315 1.722.798 0,1% -19,5%
Prodotti delle attività manifatturiere 2.511.407.951 2.580.318.431 96,1% 2,7%
Prodotti alimentari, bevande e tabacco 880.031.003 936.944.718 34,9% 6,5%
Mezzi di trasporto 494.850.286 500.469.478 18,7% 1,1%
Articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 365.846.192 362.734.665 13,5% -0,9%
Macchinari e apparecchi n.c.a.

 

313.897.347 354.798.920 13,2% 13,0%
Chimica e farmaceutica 121.38.569 109.239.540 4,1% -10,3%
Metalli di base e prodotti in metallo, esclusi

macchine ed impianti

100.015.025 90.331.611 3,4% -9,7%
Legno e prodotti in legno; carta e stampa 97.221.855 77.986.301 2,9% -19,8%
Apparecchi elettrici, elettronici e ottici 63.547.949 74.608.790 2,8% 17,4%
Tessile, abbigliamento, pelli e accessori 54.341.709 53.653.119 2,0% -1,3%
Altri prodotti delle attività manifatturiere 19.918.016 19.551.289 0,7% -1,8%
Prodotti delle altre Attività 15.071.737 15.530.437 0,6% 3,0%
Totale 2.629.846.677 2.682.832.804 100,0% 2,0%

Allo sviluppo complessivo delle vendite all’estero ha contribuito in modo decisivo l’incremento registrato in determinati settori dell’export provinciale. I prodotti delle attività manifatturiere, pari al 96,2% dell’export totale, segnano un +2,7%; il settore trainante dell’export manifatturiero made in Cuneo continua a essere il comparto alimentare e bevande (+6,5% rispetto al I trimestre 2023) e rappresenta il 34,9% delle vendite estere, sebbene in questo trimestre la performance migliore sia stata registrata dagli apparecchi elettrici ed elettronici (+17,4%) seguita da macchinari e apparecchi (+13,0%) e dai mezzi di trasporto (+1,1%).

I prodotti dell’agricoltura segnano un -15,8% e quelli dell’estrazione di minerali -19,5%. Un’importante flessione è stata registrata dai prodotti in legno, carta e stampa con -19,8% seguiti da chimica e farmaceutica (-10,3%), metalli di base e prodotti in metallo (-9,7%), prodotti tessili e dell’abbigliamento (-1,3%) e articoli in gomma (-0,9%).

Il bacino dell’Ue-27 post Brexit ha attratto il 62,6% delle esportazioni provinciali, contro il 37,4% dei mercati situati al di fuori dell’area comunitaria. La performance delle vendite oltre confine verso i Paesi dell’Ue-27 ha riportato un -1,4%, mentre quello verso i partner commerciali extra Ue-27 post Brexit si è attestato al +8,4%.

I più importanti mercati dell’area Ue-27 si confermano quello francese e tedesco, con quote rispettivamente pari al 18,4% e 14,4%. È da sottolineare che le esportazioni verso questi due Paesi, che tradizionalmente incidono per più di un terzo del nostro export, hanno subito una flessione del 5,0% verso la Francia e addirittura del 6,8% verso la Germania. L’export verso la Spagna, che rappresenta il terzo mercato di sbocco per la nostra provincia, ha invece riportato un timido +1,8%, preceduto da Polonia (+14,4%), Romania (+9,3%), Austria (+5,6%) e Grecia (+4,6%).

Nel bacino Extra Ue-27 i mercati di maggior rilievo si confermano Stati Uniti e Regno Unito, che rappresentano rispettivamente il 7,1% e il 4,9% dell’export complessivo. Gli Stati Uniti hanno fatto registrare un vero e proprio boom con un aumento del 26,1%, mentre il Regno Unito una flessione dell’1,4%.

Sorprende il risultato della Corea del Sud che, con una quota parte del 1,1%, riporta un valore più che duplicato rispetto al 2023 dovuto all’export di macchinari e apparecchi, seguito da Turchia (+34,8%), Cina (+31,6%), Arabia Saudita (+11,4%), Messico (+8,9%), Svizzera (+3,8%) e Canada (+2,7%) che, con una quota parte del 2,0%, si conferma il terzo mercato di sbocco extra Ue per la nostra provincia.

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