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Si sbroglia la matassa per l’Egea futura: fuori Carini, pronta Iren

Scade il 20 giungo il termine per approvare il piano presentato per la prosecuzione dell’attività industriale. Si attende l'omologa del Tribunale di Torino

Egea tra "Le Aziende più attente al Clima 2023"

ALBA Sarà il 20 giugno la data più importante per il salvataggio di Egea: si chiuderà la composizione negoziata della crisi d’impresa, entro un anno dall’avvio, come prevede la legge. A questo punto, il Tribunale di Torino dovrà emettere l’omologa, cioè approvare il piano presentato per la prosecuzione dell’attività industriale e dei servizi.

In parole più semplici, dovrà essere confermata la capacità di sopravvivenza della multiservizi e soprattutto la sua capacità di soddisfare tutti i creditori, con i quali sono stati chiusi accordi mirati. Gli unici a rimanere con un pugno di mosche in mano, se il piano andrà come previsto, saranno gli azionisti, il cui investimento era capitale di rischio. Diversa la sorte di fornitori, obbligazionisti e banche, che riceveranno una parte di quanto hanno perso.

A pochi giorni dalla scadenza, il clima sotto le torri sembra essere piuttosto ottimista, almeno riguardo ai risultati della composizione. Il fatto che tutte le categorie di creditori abbiano sottoscritto un accordo è senza dubbio un buon segnale. E, come si dice tra le righe, se il giudice non emettesse l’omologa le perdite sarebbero maggiori per tutti.

Da varie indiscrezioni, è stato risolto anche l’ultimo nodo riguardante la famiglia Carini, che a oggi ha ancora in mano il 56% delle azioni di Egea, per quanto il loro valore sia negativo dopo il tracollo palesato ormai più di un anno fa, dopo mesi di silenzi e smentite.

Proprio ieri, lunedì 10 giugno, sarebbe stato firmato l’accordo tra l’ex amministratore delegato Pierpaolo Carini e – da quel che trapela – Iren, che acquisirà ciò che rimane dell’azienda e ne proseguirà l’attività, dopo aver creato una new company, una nuova società compartecipata dalle banche con i crediti garantiti. Con la firma di ieri, Carini avrebbe accettato di trasferire le sue quote a una fiduciaria o a un trust, in modo da liberarle dalla sua paternità formale. Una questione che ha tenuto i creditori con il fiato sospeso, per quanto rimasta in secondo piano rispetto ad altri aspetti su cui si è discusso molto negli ultimi mesi, dalla politica di tutti i livelli all’opinione pubblica cittadina.

Dal canto suo, superata questa fase delicata, Iren sarebbe pronta ad approdare in corso Nino Bixio dalla porta principale. In realtà, per quanto ancora senza ruoli formali, la delegazione scelta dal gruppo è già presente sotto le torri da parecchio tempo. A guidarla, c’è Gianluca Riu, il dirigente identificato per portare avanti la nuova Egea.

Una volta emessa l’omologa, resta da chiudere un altro capitolo, separato dal futuro dell’azienda: i risvolti penali della vicenda, dopo che la Procura di Asti ha aperto un fascicolo per false comunicazioni sociali nei confronti di quattro persone ai vertici dell’azienda. I creditori starebbero anche valutando azioni di rivalsa.

 Francesca Pinaffo

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