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Crisi alla Dana Graziano di Sommariva Perno: in corso le trattative per un contratto di solidarietà

I problemi che la Dana Graziano sta vivendo sono cominciati intorno al mese di aprile e oggi si confermano un ostacolo importante che l’azienda metalmeccanica, in diversi siti, tra i quali quello di Sommariva Perno, sta affrontando insieme ai sindacati

Sindacati in agitazione ad Arpa e Abet contro i recessi dei lavoratori somministrati
Immagine di repertorio

SOMMARIVA PERNO  La contrazione del mercato di riferimento nel periodo autunnale (principalmente quello dell’automotive, dei macchinari agricoli e delle macchine per movimento terra) è un fenomeno fisiologico che si ripresenta ogni anno. Tale situazione, in un mercato soggetto a cambi repentini, potrebbe mutare da una settimana all’altra.

Lo scenario attuale 

Tuttavia i problemi che la Dana Graziano sta vivendo sono cominciati intorno al mese di aprile e oggi si confermano un ostacolo importante che l’azienda metalmeccanica, in diversi siti, tra i quali quello di Sommariva Perno, sta affrontando insieme ai sindacati.

Da aprile i lavoratori (impiegati e operai) sono stati messi in cassa integrazione ordinaria, con una riduzione di una giornata lavorativa a settimana. Il motivo? Un calo delle vendite causato da una contrazione del mercato che si sta prolungando nel settore di riferimento come in altri.

Negli ultimi giorni l’azienda ha comunicato che la cassa ordinaria non rappresenta più una soluzione efficace e ha proposto di utilizzare la cassa straordinaria per 8-12 mesi in modo da poter affrontare la crisi in corso. I sindacati hanno però rifiutato tale offerta, suggerendo un contratto di solidarietà, ovvero una soluzione che prevede un contratto in cui si promette che non ci saranno esuberi, rendendo così tale momento di difficoltà una crisi congiunturale.

I sindacati chiedono investimentirir

La proposta dello strumento è stata accettata dalla proprietà, che tuttavia, in prima battuta, ha proposto una percentuale di astensione collettiva più bassa di quella individuale. In altre parole, ha proposto di far fare più cassa integrazione ad alcuni lavoratori rispetto ad altri.

«Stiamo discutendo di contratto di solidarietà, ma al momento dal nostro punto di vista non ci sono ancora le condizioni per raggiungere un’intesa con l’azienda», sottolineano i sindacati. È previsto un tavolo per il 9 settembre, a seguito di quelli che si sono già tenuti prima della fermata estiva.

«La nostra richiesta è che ci sia un piano di investimenti che dia credibilità sul futuro e integrazioni salariali propedeutiche ad avere un impatto meno forte dal punto di vista economico per chi lavora», concludono gli esponenti sindacali.

 Federico Tubiello

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