Ultime notizie

Mangiare bene anche nella malattia: parte il progetto GustiAmo

La prima cooking class dedicata ai pazienti con disfagia apre un percorso tra cucina, cura e qualità della vita

Mangiare bene anche nella malattia: parte il progetto GustiAmo

SALUTE – Mangiare bene anche quando la malattia rende difficile il gesto più quotidiano: è questo il cuore di GustiAmo, il progetto che utilizza la cucina come strumento di supporto e accompagnamento al percorso di cura. La prima cooking class si è svolta il 26 gennaio e ha inaugurato ufficialmente un calendario di incontri dedicati ai pazienti affetti da disfagia, ovvero difficoltà nella deglutizione.

L’appuntamento inaugurale, ospitato nel Food Lab dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha visto la partecipazione degli chef Luciano Tona, già direttore didattico di ALMA e oggi consulente della Fondazione Ospedale Alba-Bra e docente nella Cucina dell’Ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno, e Dennis Panzeri, chef del ristorante La Piola di Alba. Insieme hanno guidato i partecipanti in un’esperienza pratica pensata per dimostrare come sicurezza nutrizionale e deglutitoria, qualità sensoriale e convivialità possano convivere anche in presenza di difficoltà legate alla malattia.

Il progetto GustiAmo è realizzato grazie al contributo della Fondazione Ospedale Alba-Bra, nell’ambito del concorso “Ci prendiamo cura di te”, ed è sviluppato in collaborazione con le Strutture Complesse di Nutrizione Clinica, Oncologia e Recupero e Riabilitazione Funzionale dell’ASL CN2. GustiAmo rientra tra i progetti vincitori del bando.

«Il cibo è una risorsa potentissima. Il cibo non è solo nutrizione, ma componente essenziale per una vita di qualità. Accompagna, unisce e può diventare strumento di cura, capace di incidere concretamente sul benessere delle persone anche nei momenti più fragili della malattia», evidenziano Bruno Ceretto, presidente della Fondazione Ospedale Alba-Bra, e il direttore Luciano Scalise. «Come Fondazione ci crediamo fortemente. Dal 2021, infatti, proponiamo iniziative che integrano competenze sanitarie e cultura gastronomica, avvicinando l’ospedale al territorio. Vogliamo contribuire a caratterizzare il nostro ospedale anche dal punto di vista delle qualità culinarie».

Sulla stessa linea Paola Malvasio, direttore generale dell’ASL CN2: «Crediamo fortemente nella sinergia tra approcci, professionalità e competenze diverse per la creazione di progetti efficaci, in grado di produrre i migliori risultati per i nostri pazienti. Questa collaborazione tra le strutture dell’Azienda sanitaria, la Fondazione Ospedale, i rinomati cuochi del territorio e l’Università di Scienze Gastronomiche pone le basi per un nuovo modo di “fare cura”, che parte dall’esperienza vissuta e dalla voglia di mettersi in gioco per acquisire una valenza sanitaria e terapeutica».

«Troppo spesso la disfagia viene considerata solo un problema di sicurezza o di gestione delle consistenze, mentre in realtà il pasto è piacere, relazione e identità», spiega Cloè Dalla Costa. «Quando mangiare diventa difficile, non cambiano solo le abitudini alimentari, ma anche l’umore, la motivazione e il senso di sé, con ricadute importanti anche sui familiari».

Da questa visione nascono progetti come GustiAmo: cucinare insieme, guidati dai grandi chef del territorio che scelgono di donare il proprio sapere alla comunità, permette di restituire dignità, normalità e piacere al momento del pasto, trasformandolo nuovamente in un’esperienza condivisa e significativa.

L’incontro del 26 gennaio rappresenta la prima tappa di un calendario di cooking class che proseguirà nei prossimi mesi con nuove date, nuove cucine e nuovi chef del territorio. Accanto agli appuntamenti dedicati alla disfagia, il progetto prevede anche lezioni specifiche rivolte ai pazienti affetti da disgeusia, l’alterazione del gusto correlata ai trattamenti chemioterapici, una condizione frequente che incide profondamente sul rapporto con il cibo e sulla qualità della vita.

Ogni paziente prenderà parte a un singolo incontro, all’interno di un percorso pensato per piccoli gruppi e per una presa in carico attenta non solo agli aspetti clinici, ma anche alla dimensione emotiva e relazionale.

Per informazioni sul progetto e iscrizioni: nutrizione.clinica@aslcn2.it

Redazione

 

 

Banner Gazzetta d'Alba