di Elisa Rossanino
ECOLOGIA – I giovani dell’associazione ambientalista Wild life protection, impegnati nella divulgazione, nell’anno scolastico in corso hanno varcato le porte di 122 scuole e incontrato oltre 10mila studenti con la “Green school, road to the future” promossa dalla fondazione Crt con il progetto Diderot. Ma non solo. «Per la prima volta passiamo dalle parole alla pratica. A Serravalle Langhe abbiamo creato un bosco con 122 alberi, uno per ciascuna scuola partecipante al progetto», spiega il presidente Stefano Alessandria.

Un campo di agroforestazione per la biodiversità
«Si tratta di un campo di agroforestazione con 39 varietà diverse tra specie arboree e arbustive, molte delle quali mellifere, per contrastare la monocoltura e favorire la biodiversità. Alcune varietà sono da reddito, altre selvatiche. Lo abbiamo realizzato in collaborazione con Palada, che ci ha accompagnato per la messa a dimora e lo sviluppo dell’area», aggiunge.

Un bosco con ricadute ambientali reali
In alta Langa è nata così un’oasi utilizzata anche per fini didattici. «L’idea iniziale era di piantare un albero in ogni scuola, poi ci siamo accorti che era più un gesto simbolico e ideale che altro. Così abbiamo optato per un unico bosco che ha reali ricadute ambientali. Per esempio, lo abbiamo piantumato due settimane fa e ha già assorbito 36 chilogrammi di Co2, è poco ma un primo passo».

Green School al secondo anno di attività
Il progetto Green school, giunto al secondo anno, ha già proposto le prime lezioni nelle molte scuole che hanno aderito tra Piemonte e Valle d’Aosta e proseguirà nei prossimi mesi. «Ci rivolgiamo a un pubblico molto ampio: dai bambini della scuola dell’infanzia agli adulti che frequentano i corsi del Cpia. Le lezioni sono tenute dai giovani membri dell’associazione, tutti formati e appassionati», aggiunge Alessandria.

I temi affrontati e gli strumenti didattici
Tra i temi trattati: l’importanza della raccolta differenziata, per i più piccoli; il ruolo delle piante nelle sfide ambientali, per fare chiarezza sul tema con i ragazzi delle medie, e infine il calcolo della carbon footprint con gli studenti più grandi. Il tutto presentato con strumenti didattici non convenzionali, come fumetti disegnati ad hoc, workshop interattivi e giochi educativi.

Un percorso che continua nel tempo
«Proponiamo delle attività e riflessioni, ma poi lasciamo strumenti per poter proseguire nel percorso in autonomia, per esempio le classi possono continuare a monitorare la propria pianta con aggiornamenti costanti che fornisce la nostra associazione in tempo reale e poi, dalla primavera, aspettiamo tutti gli studenti nel bosco», conclude Alessandria.


