SANITÀ – In Piemonte si accende l’allarme sulla neuropsichiatria infantile. A sollevarlo è Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che denuncia un problema tecnico-burocratico destinato ad avere ricadute economiche pesanti su tutto il sistema sanitario regionale.
Secondo quanto segnalato dalla deputata dem, dall’inizio di marzo in tutte le Asl del Piemonte non sarebbe più possibile conteggiare correttamente le prestazioni della neuropsichiatria infantile. La piattaforma Smail, pur risultando ancora attiva, non quantificherebbe più economicamente le attività svolte e, al momento, non sarebbe stato introdotto un nuovo metodo di rendicontazione.
“Da inizio marzo in tutta la Regione Piemonte è impossibile conteggiare le prestazioni della neuropsichiatria infantile: la piattaforma Smail, per quanto ancora attiva, non le quantifica più economicamente, senza che sia stato introdotto un nuovo metodo. Un grave danno nei confronti di un settore sanitario importantissimo: senza la possibilità di caricare le prestazioni, si perderanno migliaia di euro di budget”.
Per Gribaudo, il rischio è quello di creare un vuoto nei bilanci delle aziende sanitarie e ospedaliere piemontesi, che non potrebbero così richiedere le risorse legate alla struttura complessa di neuropsichiatria infantile. Un aspetto particolarmente delicato, sottolinea la vicepresidente del Pd, perché si tratta di un ambito esente da ticket e dema e che necessita quindi di un sistema di registrazione delle prestazioni ancora più puntuale ed efficace.
“Se si va avanti così si creerà un buco nel budget e le aziende ospedaliere di tutta la Regione non potranno chiedere i soldi per la struttura complessa di neuropsichiatria infantile – prosegue la deputata dem – Un settore, va ricordato, che è esente ticket e dema, per cui a maggior ragione occorre che le prestazioni vengano segnalate in modo efficace”.
La critica riguarda anche i tempi della vicenda. Secondo Gribaudo, infatti, da quasi due mesi il lavoro di professionisti e professioniste del settore rischierebbe di non essere valorizzato sul piano amministrativo a causa di un problema definito essenzialmente burocratico. Da qui la richiesta di un intervento rapido, con l’attivazione di una nuova piattaforma in grado di consentire il corretto caricamento delle prestazioni.
“Sono quasi due mesi che le prestazioni dei professioni e delle professioniste cadono nel vuoto, a causa di un problema burocratico: basterebbe creare una nuova piattaforma. Sarebbe un atto dovuto nei confronti di chi lavora ma anche verso la nostra sanità pubblica, che non ha alcun bisogno di vedersi tagliati ulteriori fondi, soprattutto a causa dell’inefficienza di chi prende decisioni” conclude Gribaudo.
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