MONTÀ – Dopo la gara di enduro, a finire nel mirino di Comuneroero e dell’Osservatorio del paesaggio è l’ipotesi (di cui Gazzetta ha parlato più volte) di abbattere i pioppi cipressini della zona industriale di Montà.
«Il 13 marzo abbiamo incontrato sindaco e assessori ricevendo rassicurazioni. Potevamo limitarci a suggerire la potatura delle piante, in larghissima parte sane, ma per venire incontro ai desideri degli amministratori, suggerimmo di iniziare l’abbattimento intercalandolo progressivamente, partendo dalle piante più critiche, potando le altre e sostituendo quelle abbattute con piante autoctone», spiegano le associazioni in un documento.
«Purtroppo, in risposta a un’interpellanza della minoranza, la maggioranza ha deciso di abbattere tutti i pioppi contemporaneamente perché costa meno», proseguono gli ambientalisti. «A nostro avviso l’abbattimento potrebbe provocare, oltre al danno ambientale ed estetico, anche l’indebolimento della sponda del rio, che potrebbe richiedere un successivo e oneroso intervento. Non possiamo stare con le mani in mano. Pertanto stiamo approfondendo se esistono degli strumenti giuridici che possano fermare l’abbattimento. Ci auguriamo di poter intervenire prima che sia troppo tardi», concludono le associazioni.
La replica
«La decisione di risolvere il problema di sicurezza che gli alberi stanno causando è stata presa ormai diversi mesi fa», precisano il sindaco Gianluca Costa e l’assessore Ettore Cravero. «Da allora abbiamo interpellato professionisti che hanno confermato alcuni punti fermi. I pioppi sono ormai a fine vita e neppure una manutenzione costante e radicale potrebbe scongiurare il rischio che possano danneggiare cose o ferire persone», proseguono gli amministratori.
«Da aprile a ottobre non è possibile, per legge, abbattere alberi. Quindi le cose resteranno così ancora per un po’. Inoltre dobbiamo anche ricevere ancora il parere vincolante della Sovrintendenza e valutare se tagliare in una volta sola o dividere l’intervento in più tempi. In ogni caso, non si tratterà solo di abbattere ma di sostituire gli alberi», conclude Costa.
Andrea Audisio
