di Serena Corradi
ALBA – Unire conoscenze, strumenti e territori per affrontare le sfide del cambiamento climatico. È questo l’obiettivo di CliCAlp, progetto transfrontaliero Francia-Italia in collaborazione con Aica (Associazione internazionale per la comunicazione ambientale). Il finanziamento è dell’Unione europea tramite il programma Interreg Alcotra, in collaborazione con il partner francese Volubilis.
Il valore di una corretta informazione
L’iniziativa è stata presentata il 6 maggio ad Alba, alla presenza di istituzioni e tecnici dei due Paesi. Si tratta a tutti gli effetti di una rete, composta da giornalisti, esperti del territorio e ambasciatori locali, che punta a tre parole chiave: prevenzione, resilienza e adattamento. A rafforzare il senso del progetto è intervenuto Roberto Cavallo, assessore all’ambiente di Alba e ambasciatore per il Patto europeo per il clima: «Trent’anni fa si parlava di lotta al cambiamento climatico, poi di mitigazione. Oggi guardiamo già al concetto di adattamento».

La forza di CliCAlp risiede nel metodo scientifico: la rete corregge, approfondisce, discute i dati, anche quelli sui social. «È l’unico modo per evitare confusione: quando si parla di ambiente, i rischi sono molto elevati», ha ricordato Cavallo.
A raccontare il lavoro portato avanti è stata Giulia Mazzanti, coordinatrice del progetto per Aica. Ha ricordato come CliCAlp sia il risultato di un percorso transfrontaliero durato oltre un anno e mezzo, grazie al confronto tra molte realtà dei due Paesi: «Serve a diffondere informazioni corrette anche a livello locale», ha precisato. L’obiettivo è coinvolgere enti pubblici e realtà provinciali realizzando incontri con esperti e testimonianze scientifiche capaci di aiutare a chiarire le dinamiche del cambiamento climatico in atto. Una prima occasione sarà il festival Circonomia (si veda la pagina che segue).
Una piattaforma in costruzione
ll braccio operativo sarà la piattaforma clicalp.eu. Come ha spiegato Ilaria Calò di Aica, «è uno strumento pensato per creare un dialogo più diretto tra scienza, istituzioni e comunità locali». Il sito è stato ideato non come un semplice archivio di dati, ma come una “bussola” digitale che accompagna i visitatori. L’interfaccia, disponibile sia in italiano sia in francese, è organizzata in sezioni dedicate a differenti categorie di utenti: Amministrazioni, giornalisti e cittadini. Per gli enti locali vengono messi a disposizione materiali utili alla pianificazione del territorio; per il mondo dell’informazione sono presenti approfondimenti, riferimenti scientifici; ai cittadini vengono proposti contenuti divulgativi, guide pratiche e percorsi partecipativi.

Presente anche una sezione che raccoglie casi studio e testimonianze legate agli eventi climatici estremi verificatisi negli ultimi decenni nell’area transfrontaliera alpina. Ogni scheda ricostruisce gli effetti ambientali e sociali di ciascuno, evidenziando anche gli insegnamenti maturati nella gestione delle emergenze e nella prevenzione futura.
«Non è un qualcosa di chiuso, ma uno spazio destinato a crescere nel tempo», ha sottolineato Calò, spiegando che il portale verrà progressivamente arricchito con nuovi contenuti, nei prossimi 5 anni.
Tra Italia e Francia
Volubilis, rete nata nel 1998 nell’area Sud Paca (Provenza-Alpi-Costa azzurra), è un partner essenziale, perché da sempre porta avanti un approccio multidisciplinare alla crisi climatica. Il direttore Christophe Lenfant ha spiegato l’importanza di coinvolgere chi si occupa di informazione: «I giornalisti hanno bisogno di risorse affidabili. Non sappiamo con certezza cosa succederà in futuro: proprio per questo dobbiamo sensibilizzare tutti».
L’invito corale è quello di diventare “sentinelle del clima”, scambiando e mettendo a sistema buone pratiche all’interno della rete. A tal proposito, un esempio è stato fornito da Alessandro Spedale, assessore del Comune di Cuneo: «La nostra città ha attivato azioni di monitoraggio per verificare lo sviluppo della sostenibilità». E ha citato il recupero dell’ex caserma Montezemolo, «un’area di 100mila metri quadrati destinata a rinascere come parco pubblico cittadino e progetto di forestazione urbana».
I lavori sono proseguiti con una tavola rotonda che ha visto confrontarsi esperti di diversi settori, sempre a cavallo tra la Francia e l’Italia.
