Dalle strade alle scuole: a tu per tu con il presidente della Provincia Luca Robaldo [Fuori dai fogli]

Robaldo, sindaco di Mondovì, ha risposto alle domande delle giornaliste Francesca Pinaffo ed Elisa Rossanino

Dalle strade alle scuole: a tu per tu con il presidente della Provincia Luca Robaldo [Fuori dai fogli]

di Francesca Pinaffo

IL PODCASTDalle grandi opere all’edilizia scolastica, sicurezza stradale e politica locale, sono diversi i fascicoli prioritari sulla scrivania del presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo. Sindaco di Mondovì dal 2022, lo stesso anno in cui è stato eletto in Provincia, un passato nella segreteria del governatore della Regione Alberto Cirio e un presente di impegno con il nuovo Patto civico, Robaldo è un amministratore che non si sottrae al confronto. Con Gazzetta d’Alba ha fatto il punto sulle questioni che riguardano la nostra area. 

La puntata:

L’apertura a quattro corsie anche dell’ultimo lotto dell’Asti-Cuneo ha segnato una svolta, ma non per la viabilità albese, visto che la tangenziale continua a essere teatro di incidenti e rallentamenti a causa del cantiere Anas e delle pessime condizioni dell’asfalto: quando si interverrà, Robaldo?

«La tangenziale è di competenza della Provincia dall’innesto dell’autostrada fino a un metro prima del ponte strallato. Al di là del cantiere Anas sul ponte, con la riduzione della circolazione a una sola corsia per senso di marcia, abbiamo in programma di intervenire in modo importante sugli asfalti con un investimento da 500mila euro. Siamo impegnati nel reperimento delle risorse. Ammetto che era tutto più semplice prima dello scoppio della guerra in Iran, che ha causato un rincaro generale, ma contiamo di concretizzare il lavoro prima della brutta stagione».

La tangenziale diventerà autostrada?

«Questo è il piano, ma restano dei dubbi e degli aspetti da risolvere, soprattutto con riferimento al passaggio dei mezzi agricoli».

Per quanto riguarda le altre opere complementari?

«Fermo restando che l’apertura al traffico di tutta l’autostrada ci porta molti benefici in termini di tempi di percorrenza e di fluidità del viaggio, le opere di adduzione restano il grande nodo da risolvere. Con il vicepresidente Massimo Antoniotti, in prima linea su questo fronte, abbiamo sottoscritto un protocollo con l’elenco di tutti gli interventi da completare, che dovrebbero essere finanziati dalla società concessionaria, attraverso l’approvazione del Ministero. Rimanendo in quest’area, la scorsa settimana sono stati avviati i lavori al ponte di Pollenzo, essenziali per la viabilità dell’area braidese. Sono attesi da almeno vent’anni. L’investimento è di 6,7 milioni di euro: sono risorse della Provincia, provenienti dal Governo tramite il cosiddetto “decreto ponti”. Si procederà in due lotti: prima si metterà in sicurezza l’alveo, per poi intervenire direttamente sul ponte. Questa prima fase durerà fino ad agosto, senza interruzioni del traffico».

Che cosa ci dice sul terzo ponte, presidente?

«Con opere di adduzione e tangenziale, è il terzo intervento prioritario. Il problema è che, a oggi, non c’è la copertura totale delle risorse necessarie: abbiamo stimato un costo complessivo di circa 46 milioni di euro, tenendo conto delle notevoli variazioni di prezzo dei materiali. Mancano 10 milioni. Stiamo lavorando, con Comune di Alba e Regione, per reperirli. Devo dire che questa sinergia si sta rivelando molto positiva: una volta trovati i fondi, renderemo pubblico il percorso di progettazione, per un’infrastruttura che stravolgerà in positivo la viabilità albese e dalla Langa».

La priorità: la sicurezza stradale

Quando si parla di strade, non bisogna dimenticarsi della sicurezza.

«Per noi, come Provincia, è essenziale. Abbiamo costituito un tavolo per la sicurezza stradale, con la fondazione Crc e altre realtà, e ripreso un progetto importante di orientamento precoce con i bambini e i ragazzi delle scuole. Abbiamo 3.119 chilometri di strade di nostra competenza. Abbiamo subito il taglio di risorse, che per fortuna ci sono state reintegrate. Investiremo 16 milioni di euro complessivi per gli asfalti, divisi in modo equo tra tutti i comparti della Granda».

Oltre 3mila chilometri di strade e risorse tagliate.

«È un grave problema. Sarebbe sufficiente che si lasciassero alle Province i fondi che arrivano dai territori. Non è un’eco leghista, ma una questione di buona gestione. E il nostro Ente, da questo pu nto di vista, è sempre stato virtuoso, anche guardando a chi mi ha preceduto».

La Provincia ha anche in gestione un autovelox sul nostro territorio, quello di Cherasco.

«Sono meno di dieci quelli autorizzati nel Cuneese. Noi siamo titolari di quello sulla provinciale 7. Abbiamo incassato dalle sanzioni 2 milioni di euro, che verranno investiti interamente nella sicurezza stradale, come prevede la legge. A livello di analisi, se in un primo momento è stato registrato un calo delle contravvenzioni, stiamo assistendo a una lieve risalita. Purtroppo c’è una grande maleducazione sulle strade. Dall’altro lato, se i decessi sono diminuiti negli anni – passando dai 138 del ’98 ai 34 del 2025 –, ogni vittima è un dramma, che va evitato adottando tutte le misure necessarie».

Gli edifici scolastici

Uno altro capitolo molto importante per la Provincia è quello degli edifici scolastici, in particolare delle scuole superiori. Ad Alba esistono istituti, come il Da Vinci e il Gallizio, che fanno i conti con aule insufficienti e talvolta non adeguate: ci sono interventi in programma?

«L’opera più recente, realizzata dalla Provincia con i fondi del Pnrr, è la nuova palestra dei licei al parco Sobrino. Prima, abbiamo rimesso a posto le aule all’ultimo piano dell’artistico, ma resta un problema di spazi, in questo istituto come in altri. Nelle scorse settimane, abbiamo effettuato un sopralluogo con alcuni enti privati albesi per capire se possiamo individuare nuove aule e spazi su cui contare. Finita la fase del Pnrr, speriamo che da Roma si torni a finanziare la cosiddetta “Buona scuola”: Alba e Saluzzo saranno le prime a beneficiarne, visto che Bra e Cuneo hanno usufruito del Piano con la costruzione di nuovi edifici scolastici».

Un nuovo soggetto politico per la Provincia

Lei è tra i fondatori del Patto civico per la Granda, in tour nelle varie zone per presentarsi ai cittadini: vuole fare concorrenza ai partiti, presidente Robaldo?

«La nostra è una realtà politico-culturale che affonda le radici a Mondovì, a partire dal 2016, per poi consolidarsi negli ultimi anni. Il nostro intento è mettere a frutto le buone idee, al di là della parte politica da cui provengono. Insomma, vogliamo andare al di là dei classici schieramenti, guardando alla Provincia. In generale, per combattere l’astensionismo, credo che sia importante proporre qualcosa di nuovo. Il grande afflusso alle urne per il recente referendum lo dimostra. Ciò che vogliamo non è sostituirci ai partiti, ma affiancarci, puntando sull’esperienza civica, che può essere una risposta. Tra gli Amministratori del territorio che vi hanno aderito, ci sono: Alessandro Boasso, sindaco di Novello; Pierangelo Battaglino, vicesindaco di Vezza d’Alba; Paolo Piccinelli, sindaco di Neive; Giuseppina Facco, sindaca di Santo Stefano Roero». 

Ma a lei, personalmente, piacerebbe approdare in Regione? Continuano a rincorrersi le voci sul trasferimento di Cirio a Roma.

«Ho lavorato nella segreteria del presidente per diverso tempo ed è stata una bellissima esperienza. Ma, riguardo al futuro politico, faccio mio l’insegnamento ricevuto da mio padre: compiere un passo alla volta. Ora sono sindaco di Mondovì e presidente della Provincia: è questo il mio impegno».

In passato, in Consiglio provinciale, c’erano state tensioni con il sindaco di Alba, Alberto Gatto. Ora come vanno le cose?

«Di Gatto apprezzo, prima di tutto, un aspetto: ha un’appartenenza partitica, che è chiara, ma dà sempre la priorità agli interessi del suo territorio. Non è certo scontato ed è la dimostrazione di una grande onestà intellettuale».

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