Il Cammino del Roero: 122 chilometri di sentieri e panorami unici

Lo ha ideato il Cai di Alba, unendo sentieri già esistenti e mettendoli in rete

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di Davide Barile

ROEROQuindici castelli, tre torri, 122 chilometri e un unico itinerario ad anello da percorrere in cinque o sei giorni. Sono questi i numeri del Cammino del Roero, nato da un’idea del presidente del Cai albese (il Club alpino italiano), il vezzese Bruno Bonino. La lunga preparazione è iniziata due anni fa: «Amo camminare da sempre. Con il Cai organizziamo escursioni e gite su diversi percorsi, anche in giro per l’Italia.

I cammini, ultimamente, nascono come funghi. Tuttavia, nella sinistra Tanaro albese, nonostante la bellezza dei luoghi e il successo che riscuote il turismo all’aria aperta sulle colline attorno ad Alba, mi sono reso conto che mancava un percorso ad anello che toccasse tutti i Comuni del Roero», spiega.

Il tragitto

La partenza e il ritorno sono a Bra: «Oltre alla provincia di Cuneo si sconfina nell’Astigiano e si toccano i paesi di Cisterna, San Martino Alfieri e San Damiano, dove, nella frazione Lavezzole c’è un bel castello». Gli altri manieri sono a Sommariva Perno, Baldissero, Monteu, Montà, Canale, Cisterna d’Asti, San Martino Alfieri, Govone, Magliano Alfieri, Castellinaldo, Guarene, Monticello, Santa Vittoria, Pocapaglia, mentre le torri sono a Corneliano, Montaldo e Santa Vittoria: tale caratteristica dell’itinerario è indicata nel logo del segnavia.

Il simbolo

«È stato creato su suggerimento della Litea di San Cassiano, ditta alla quale noi del Cai di Alba ci rivolgiamo solitamente per la realizzazione delle frecce segnavia». In collaborazione con la struttura operativa sentieri e cartografia del Cai piemontese, la sezione albese ha istituito, da alcuni anni, il gruppo manutenzione sentieri: «Siamo una sessantina di operatori volontari: gli ultimi venticinque hanno ottenuto l’abilitazione pochi mesi fa.

Spesso, lungo i percorsi, le frecce, i pali e le tracce bianche e rosse sono deteriorate dal tempo o assenti. Poco alla volta, stiamo passando in rassegna tutti i sentieri di Langa e Roero presenti nel catasto regionale. Gli spostamenti avvengono in parte in automobile e in parte a piedi: chi trasporta i pali e i cartelli lascia alcune persone nel punto da sistemare, per poi riprenderli nell’area successiva più vicina a un accesso automobilistico».

I consigli

Anche per il Cammino del Roero tutta la manutenzione è stata effettuata da Bonino e dagli altri membri del Cai, «in coordinamento con l’Ecomuseo delle rocche che ha supportato convintamente l’iniziativa», commenta il presidente. Il 90 per cento dei percorsi era già presente nel catasto regionale dei terreni. Il restante 10 per cento riguarda alcune strade bianche della provincia di Asti, già in precedenza comunemente usate dagli escursionisti. Proprio sull’importanza di rispettare le norme, Bonino precisa: «Spesso gruppi, associazioni o privati improvvisano sentieri, ma dopo un po’ di tempo, rischiano di essere abbandonati all’incuria. Ben vengano nuovi percorsi, tuttavia l’ideale è sfruttare ciò che già esiste e, nel caso, aggiungere sul palo il proprio logo». Ci sono delle regole: «Le frecce devono riportare obbligatoriamente l’obiettivo più lontano, quello intermedio e il più vicino con i relativi tempi di percorrenza basati sulle tabelle ufficiali del Cai».

Valorizzare un territorio

Nella progettazione del Cammino del Roero, Bonino ha lasciato nulla al caso: «Negli itinerari di più giorni è fondamentale avere dei punti di appoggio per mangiare e dormire. Il percorso transita nel centro dei paesi roerini e, in tutti, si trovano attività commerciali e strutture ricettive. Per chi avesse meno tempo o non potesse percorrere l’intero cammino, ho previsto anche un anello più corto, di 60 chilometri, che taglia la seconda parte in prossimità di Monteu». Secondo il presidente del Cai, «il Cammino del Roero potrà essere un ottimo strumento di promozione turistica. Alla sera, quando gli escursionisti si fermeranno al bar o al ristorante per un aperitivo, gusteranno con molto più piacere quel bicchiere di vino frutto dei vigneti, molto più impervi rispetto alle Langhe, osservati durante il giorno. Lo stesso discorso vale per le nocciole e gli altri prodotti».

Bonino.

Le potenzialità turistiche ci sono: «L’ente turismo Langhe Monferrato Roero le ha comprese. Ha appoggiato il progetto e si occuperà della promozione, della stampa delle cartine e della creazione del passaporto digitale georeferenziato: al posto dei tradizionali timbri, quando si transiterà in un determinato punto si potrà scattare semplicemente una foto con il proprio cellulare».

Mancano però gli ultimi tasselli: «Il cammino è pronto da circa un anno. Siamo soltanto in attesa che l’ente turismo si attivi. In ogni caso, il percorso è già perfettamente percorribile e sono disponibili anche le tracce Gpx».

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