di Beppe Malò
ALBA – Ci possono essere modi diversi di vedere lo stesso fatto. E questo vale anche per i tributi da pagare al Comune, in particolare la Tari, la tassi sui rifiuti. Come emerso nel corso della riunione congiunta della Commissione ambiente e della Commissione bilancio di venerdì scorso, il Consiglio di giovedì 4 giugno dalle 15 sarà chiamato ad approvare le premesse contabili per un inevitabile ritocco del tributo. La buona notizia, che ha confermato anche l’assessore al bilancio Luigi Garassino, è che poteva anche andare peggio.
Le premesse
Il Coabser, il consorzio albese braidese servizi rifiuti, ha elaborato il Piano economico-finanziario per il 2026-2027 relativo all’igiene urbana tenendo conto del maggior numero di variabili possibili e dei parametri previsti dall’Arera, l’autorità di regolazione nazionale. Il piano non è la determinazione del costo previsto per fare fronte alla gestione dei rifiuti. Si tratta del tetto, del valore massimo entro il quale il costo deve essere mantenuto. Anche perché questo è un sistema chiuso dal punto di vista finanziario, dove la fattura deve essere pagata dal Comune utilizzando le due rate Tari di luglio e dicembre. In questo senso, il Piano è un’indicazione attendibile. Per l’anno in corso vale 5.392.825 euro, mentre per il 2027 si prevede un tetto massimo di spesa sospeso a 5.935.987. Per il 2026 l’aumento è di circa 400mila euro, cioè l’8 per cento in più rispetto al 2025.
In concreto
Sulla base dei dati citati dall’assessore Garassino, si possono ipotizzare questi aumenti totali: per 50 metri quadri di abitazione occupata da una persona l’incremento sarà dell’1,5 per cento, pari a 1,13 euro; per 100 metri quadri con un solo residente si passa a più 4,8 per cento, cioè a 7,53 euro; per 108 metri quadri e 3 persone si calcola un incremento del 4,1 per cento circa, cioè di 7,99 euro; per 200 metri quadri e 5 residenti si applicherà un aumento nell’ordine dell’8 per cento rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, la variabile è l’attività: il carico fiscale per un bar di 75 metri quadri crescerà del 4,1 per cento, pari a 33,07 euro in più; per il settore ortofrutta si avrà un incremento del 4,5 per cento, cioè di 30 euro l’anno; per i ristoranti il maggiore carico fiscale sale del 4,09 per cento, pari a 74 euro e infine, per gli uffici, si applicherà un maggiore onere nella misura del 3,8 per cento, equivalente a 10 euro in più. Queste cifre tengono già conto delle detrazioni applicabili.
Le ragioni
«I motivi sono noti da tempo e, tutto sommato e grazie alle detrazioni applicabili, possiamo dire che sarebbe potuto andare peggio. Dobbiamo tenere presente il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei dipendenti della pubblica amministrazione: in Comune sono 170 e vale un più 10 per cento della retribuzione», ha spiegato Garassino.
«Anche l’andamento degli aumenti prodotti sulle materie prime e sull’energia devono essere tenuti in considerazione. Inoltre, abbiamo fissato una base d’asta per l’appalto rifiuti a 2 milioni 750mila euro, più alta rispetto al passato in modo consistente. Dobbiamo anche mettere a bilancio 20mila euro per le campagne di comunicazione e sensibilizzazione per la differenziata». L’assessore ha ancora aggiunto: «Nel Piano occorre anche tenere conto di due macro servizi: la raccolta e il trattamento dei vari rifiuti».
Cosa avremo in più grazie all’aumento della Tari? Lo ha spiegato l’assessore all’ambiente Roberto Cavallo: «Può sembrare scontato, ma dobbiamo puntare a migliorare un servizio strategico per la città, che invece non è apparso all’altezza della situazione. In particolare si dovrà attuare un capitolato d’appalto per migliorare lo spazzamento e l’igiene urbana. Per questo motivo sarà necessario provvedere alla nomina da parte del Coabser di un direttore esecutivo che verifichi e dia garanzia del rispetto delle clausole».
I prossimi passi
Il nuovo contratto entrerà in vigore il 1° luglio: «Alba sta andando meglio per quanto riguarda la raccolta differenziata e questa è la prima voce che consentirà di ridurre il costo del servizio. Ci siamo posti l’obiettivo di arrivare a 80 chili all’anno per persona di indifferenziata e di potenziare la gestione dell’umido».
Migliorare questa situazione significa spendere meno per il conferimento in discarica e per l’invio a stazioni di trattamento e compostaggio. In questo senso, sarà da valutare il nuovo impianto di biovalorizzazione attivo a Borgo San Dalmazzo, dove potrebbe essere destinata la frazione umida. «Nel frattempo, miglioreremo gli incentivi per il compostaggio domestico. La vendita di plastica, carta, cartone, metalli e tessuti è una voce attiva per 1,5 milioni di euro e anche in questo contesto dovremo avere risultati migliori».
Ciò che è certo è che, nel Consiglio, il tema sarà uno dei più accesi nella dialettica tra maggioranza e opposizione.
