VALLE BORMIDA Anche l’Associazione commercianti albesi esprime il proprio dissenso rispetto all’ipotizzata costruzione di un inceneritore di rifiuti nella Valle Bormida ligure. Le opzioni più accreditate circa il sito nel quale l’impianto dovrebbe sorgere risultano essere i Comuni di Cairo Montenotte e Cengio, nell’area ex Acna. «Come già in occasione della paventata realizzazione dell’impianto Re-Sol, l’inceneritore previsto a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta nel sito dell’ex industria chimica, riteniamo che il territorio albese non possa subire passivamente le scelte della Regione Liguria quando queste interessino ambientalmente la Valle Bormida, l’Alta Langa e l’intero areale delle Langhe e del Roero. L’esigenza della città di Genova e della Liguria di chiudere il ciclo dei rifiuti verrebbe infatti soddisfatta tramite un’opzione tecnologicamente opinabile che non rassicura circa l’impatto sulla salute della cittadinanza», sottolineano i commercianti albesi in un comunicato.

«Le emissioni sotto forma di polveri finissime, esito dell’incenerimento dei rifiuti di un impianto collocato nei siti succitati, sono destinate a essere sospinte dai venti, principalmente dal “marino” che spira costantemente verso l’entroterra e raggiunge le dorsali piemontesi dove oggi si coltivano i vitigni da cui nasce il vino Alta Langa, spingendosi fino alla bassa Langa dei grandi nebbioli e dei relativi vini rossi Barolo e Barbaresco e al Roero con i suoi prodotti di altissima qualità», continua l’Associazione commercianti albesi, ribadendo che le eccellenti produzioni agricole (non solo le uve, ma anche la nocciola Piemonte Igp e molte altre) vadano tutelate da qualsiasi forma di inquinamento, in quanto elementi fondamentali dell’agroalimentare piemontese e nazionale e base imprescindibile di un’enogastronomia riconosciuta tra le migliori e più apprezzate al mondo.
Conclude la nota: «L’Associazione commercianti albesi ritiene che la realizzazione di un inceneritore di rifiuti nelle vicinanze del sito ex Acna (o nel suo stesso perimetro) presenti esclusivamente negatività e che l’unico intervento possibile, plausibile e doveroso in quel di Cengio e in favore di tutta la zona, sia una bonifica seria, controllata e definitiva dell’ex area industriale. L’Aca è solidale con la mobilitazione dei cittadini e delle istituzioni contro la costruzione dell’inceneritore in Valle Bormida e garantisce loro il proprio appoggio affinché il progetto dell’impianto e la sua realizzazione vengano esclusi dall’orizzonte collettivo e dal futuro di tutta la comunità».
Sulla questione dell’inceneritore è stato anche convocato un incontro giovedì 25, alle 20.30, nella sala ex Kaimano, di Acqui Terme.
