Protezione civile: maxi esercitazione sul rischio alluvioni

Dal 25 al 27 giugno test nazionale nel bacino del Po con mille operatori in Piemonte

Protezione civile: maxi esercitazione sul rischio alluvioni

PROTEZIONE CIVILE – Da mercoledì 24 a sabato 27 giugno il Piemonte sarà tra i protagonisti di “EXE PO 2026”, la grande esercitazione nazionale di Protezione civile dedicata alla gestione del rischio idrogeologico e idraulico nell’intero bacino del fiume Po.
Un test su larga scala che coinvolgerà Piemonte, Lombardia, EmiliaRomagna e Veneto e che simulerà una piena straordinaria del Po e di alcuni dei suoi principali affluenti, tra cui Sesia e Tanaro, prendendo spunto dall’alluvione che colpì il territorio nell’ottobre del 2000.

L’iniziativa, coordinata dal Dipartimento della Protezione civile, punta a verificare l’efficacia del sistema di allertamento, dei flussi di comunicazione e delle procedure di intervento tra i diversi livelli istituzionali. Un’occasione importante anche per la formazione di tecnici, operatori e volontari e per sensibilizzare la popolazione sui comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza.

In Piemonte saranno coinvolti circa mille operatori. Prenderanno parte all’esercitazione, tra gli altri, AIPo, le Prefetture e le Province piemontesi, ARPA Piemonte, 160 Comuni, l’Ente Parco Fluviale del Po, le Asl, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Croce Rossa Italiana, Anpas, il volontariato organizzato di Protezione civile e le associazioni animaliste.

Mercoledì 24 giugno sarà dedicato alla fase di previsione e allertamento. Dopo l’emissione di un bollettino di allerta arancione simulato da Arpa Piemonte, verrà aperta la Sala operativa regionale a Torino e saranno attivati i centri operativi territoriali.
Nel pomeriggio si riunirà in videoconferenza l’Unità di Comando e Controllo del fiume Po, mentre a Casale Monferrato inizierà l’allestimento dell’area di accoglienza per i volontari presso il Palafiere “Riccardo Coppo”.

Giovedì 25 giugno entrerà nel vivo l’esercitazione con l’apertura del Centro operativo avanzato di Casale Monferrato. Tra le attività previste figurano la simulazione dell’evacuazione del canile intercomunale Baulandia, che ospita una cinquantina di cani, il salvataggio di una persona caduta nel Po da parte dei Vigili del Fuoco, la sorveglianza degli argini e delle opere idrauliche lungo il Sesia e nelle aree vicine a Casale Monferrato, oltre a interventi simulati di rialzo arginale a Trino Vercellese.

Nella stessa giornata saranno testate anche le procedure legate al rischio di collasso di grandi dighe. Le prove interesseranno la diga di Rochemolles a Bardonecchia, quella di Ponte Vittorio a Camandona e la diga Porto La Torre tra Varallo Pombia e Somma Lombardo. Per quest’ultima sarà utilizzato il sistema nazionale IT-Alert.

Venerdì 26 giugno saranno protagonisti i droni del Gruppo Volo della Protezione civile, che effettueranno rilievi e ricognizioni trasmettendo immagini in streaming agli enti coinvolti. Sono inoltre previste simulazioni di pompaggio delle acque a Trino Vercellese, attività di rilevazione dei danni nel territorio di Casale Monferrato e il montaggio di un ponte Bailey a Lesa, nel Novarese, come esempio di ripristino rapido delle infrastrutture in un contesto alluvionato.

Sabato 27 giugno proseguiranno le attività di censimento dei danni prima della conclusione ufficiale dell’esercitazione, fissata per le ore 13.

«EXE PO 2026 – sottolinea il Capo Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano – rappresenta un’importante occasione di verifica della risposta operativa del sistema nazionale agli eventi di piena e di alluvione. Attraverso l’attivazione di specifiche strutture di coordinamento per il governo delle piene, che si integrano nel sistema nazionale di comunicazione e intervento, metteremo alla prova i metodi di allertamento, di soccorso e di assistenza alla popolazione, la tutela degli animali e la valutazione delle situazioni di pericolosità e di rischio».

«La partecipazione ad un’esercitazione di questa dimensione – affermano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi – costituisce per i tecnici e i volontari di tutto il territorio interessato un’opportunità di estrema rilevanza per testare una volta di più le procedure scrupolosamente predisposte nel caso di veri eventi alluvionali. Il Piemonte dispone già di un sistema di Protezione civile tra i migliori d’Italia e d’Europa e affinarne le capacità durante eventi come questo rappresenta un’ulteriore occasione di crescita professionale».

Redazione

Banner Gazzetta d'Alba