LEGALITÀ – La Regione Piemonte e l’Agenzia nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) hanno sottoscritto al Viminale un accordo per rafforzare la collaborazione nella gestione dei beni confiscati alle mafie. La firma è avvenuta alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario Wanda Ferro.
A siglare l’intesa sono stati il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e il direttore dell’Anbsc, Maria Rosaria Laganà. Presente anche il vicepresidente della Regione con delega al Contrasto alle mafie, Maurizio Marrone.
L’obiettivo è rendere sempre più coordinata, rapida ed efficace la gestione dei beni confiscati presenti sul territorio piemontese, favorendone il recupero, la valorizzazione e il riutilizzo per finalità sociali, istituzionali e di pubblica utilità, restituendo così questo patrimonio alla collettività.
Al 31 dicembre 2025 in Piemonte risultavano censiti 1.466 beni immobili confiscati: 548 erano già stati destinati, mentre 918 risultavano ancora in gestione all’Anbsc. Dati che evidenziano l’importanza del patrimonio da recuperare e la necessità di rafforzare la collaborazione tra le istituzioni per accelerarne l’assegnazione e il riutilizzo. Il recupero di questi immobili può infatti tradursi in nuove opportunità di lavoro, sviluppo sociale, servizi pubblici, inclusione, sostegno alle fasce più fragili della popolazione e interventi di rigenerazione urbana.
L’accordo prevede la creazione di una governance stabile tra Regione Piemonte, Anbsc ed enti locali, con l’obiettivo di superare gli ostacoli procedurali, velocizzare i processi di destinazione dei beni e sostenere concretamente i Comuni nella loro valorizzazione. La condivisione delle informazioni e il coordinamento operativo consentiranno di individuare più rapidamente le soluzioni più efficaci per il recupero e il riutilizzo degli immobili confiscati.
La Regione Piemonte, attraverso l’Assessorato al Contrasto alle mafie, sostiene già i Comuni assegnatari mediante specifici bandi. La collaborazione con l’Anbsc permetterà ora di integrare le competenze regionali con quelle dell’Agenzia nazionale, rafforzando il modello di intervento sul territorio.
L’intesa punta inoltre a promuovere la cultura della legalità attraverso iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte agli enti locali e ai cittadini.
«Il grande significato di questo accordo è che non è soltanto un documento di intenti, ma si traduce in un’azione concreta che ci permette di facilitare i rapporti e di arrivare più facilmente alla conclusione dei percorsi che consentono di restituire alla comunità un bene confiscato e far vedere che lo Stato c’è e che lo Stato vince – hanno puntualizzato il presidente Cirio e l’assessore Marrone – Come Piemonte lo affianchiamo a un altro protocollo che abbiamo sottoscritto insieme alla Prefettura di Torino e alla Procura generale del Piemonte per sostenere la figura del testimone di giustizia. Due accordi che ci consentono di dire di aver compiuto un passo in più a favore della legge e della legalità. Ed è importante farlo a pochi giorni dall’anniversario della strage di via d’Amelio e nel ricordo di Paolo Borsellino che, insieme a Giovanni Falcone e tanti altri, ha pagato con la vita la lotta alla mafia».
