CRONACA – È diventata definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, nel Cuneese, che il 28 aprile 2021 uccise due rapinatori e ferì un terzo dopo l’assalto alla propria gioielleria.
La decisione è stata presa dalla Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa, rendendo irrevocabile la sentenza pronunciata nel dicembre 2025 dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino.
Secondo quanto ricostruito nei processi di primo e secondo grado, dopo la rapina Roggero, oggi 72enne, inseguì i tre banditi all’esterno del negozio e aprì il fuoco contro la loro auto. Nell’azione morirono Giuseppe Mazzarino, 58 anni, e Andrea Spinelli, 44 anni, mentre Alessandro Modica, autista della banda, rimase ferito ma riuscì a salvarsi.
Sia il Tribunale di Asti sia la Corte d’Assise d’Appello avevano escluso la sussistenza della legittima difesa, ritenendo che l’aggressione fosse ormai terminata. Nelle motivazioni della sentenza d’appello i giudici avevano evidenziato che «l’azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa» quando partirono i colpi d’arma da fuoco.
Dopo la decisione della Cassazione, gli avvocati Stefano Marcolini e Sergio Rovani hanno annunciato che il loro assistito «si costituirà già oggi, non attenderà». I difensori hanno inoltre espresso delusione per l’esito del giudizio, spiegando di attendere le motivazioni della sentenza e di valutare un eventuale ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Soddisfazione è stata invece espressa dagli avvocati Marino Careglio e Flavio Campagna, legali dei familiari di Andrea Spinelli, secondo i quali la vicenda riafferma il principio che «la vita di ogni essere umano è un bene fondamentale ed è protetta dalla legge».
La sentenza arriva all’indomani dell’approvazione definitiva del nuovo decreto Sicurezza, che introduce una norma destinata a incidere sul piano civile nei casi di reazione a reati violenti come rapine, scippi, sequestri e violenze sessuali. La disposizione, ispirata anche al dibattito nato proprio dopo il caso Roggero, limita la possibilità per gli autori di tali reati di ottenere un risarcimento da chi reagisce, anche quando la condotta venga giudicata eccedente i limiti della legittima difesa. La modifica normativa, tuttavia, non incide sul procedimento penale conclusosi con la condanna definitiva del gioielliere, né sugli aspetti civili già definiti nel processo, nel quale i familiari delle vittime hanno avanzato richieste risarcitorie per circa 3,3 milioni di euro, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 780 mila euro.
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