BRA – Carlo Patria, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio comunale ha presentato una interrogazione, urgente e con risposta scritta, riguardo l’operazione di acquisizione di quote del quotidiano La Stampa da parte della fondazione Crc.
«La città di Bra rientra nella sfera di azione della fondazione Cassa di risparmio di Cuneo dopo la fusione per incorporazione con l’omologo ente derivato dalla Cassa di risparmio di Bra, avvenuta nel 2019», spiega Patria che aggiunge l’indicazione dell’ingresso dell’ente bancario cuneese nella nuova compagine societaria del quotidiano.

Secondo Patria, «tra gli scopi sociali della fondazione Crc non rientrano tali operazioni di natura industriale o commerciale» ed è per questo motivo che interroga il sindaco Gianni Fogliato «per sapere se sia stato interpellato, insieme ad Arturo Faggio, rappresentante braidese in seno al Consiglio generale della fondazione Crc, dato il carattere anomalo dell’iniziativa, o per lo meno, se sia stato messo al corrente di tale intenzione».
Il capogruppo di Fratelli d’Italia suggerisce al sindaco di invitare al più presto il presidente della Fondazione Crc, Mauro Gola, alla Conferenza dei capigruppo del Consiglio braidese «per comprendere le ragioni di tale operazione e per esprimere un profondo malcontento per l’esclusione del territorio braidese da tale decisione, sempre nel rispetto dell’autonomia dei vari enti che dovrebbe però basarsi su uno scambio reciproco di informazioni e condivisione delle strategie più importanti, ricordando sempre che il grande patrimonio di fondazione Crc trae origine dai risparmi delle comunità locali».
Carlo Patria, nella spiegazione della sua interrogazione, ricorda la «recente rinuncia, da parte dei vertici della fondazione all’aumento degli anni di mandato del presidente e del Consiglio generale» che è stata determinata anche dall’opposizione dei sindaci dei Comuni che nominano i componenti dell’ente bancario (tra di loro ci sono Alba, Canale, Cortemilia, Montà, Santo Stefano Belbo, Cherasco e Bra) e auspica che il territorio prenda posizione «in modo netto e determinato» con la certezza di ottenere di nuovo «risultati positivi».
La polemica La Stampa-Crc anche nel Consiglio di Alba sotto le torri «La fondazione trae origine dai risparmi dei cuneesi»
Dal primo giugno, tra i soci de La Stampa c’è pure la fondazione Crc, che ha acquisito il cinque per cento delle quote. La decisione ha sollevato diverse polemiche sull’opportunità dell’operazione. Tra coloro che di recente avevano espresso dissenso c’è stato Mariano Rabino e il fatto è stato portato all’attenzione del Consiglio comunale da Carlotta Boffa, capogruppo di Alba al centro. «Abbiamo appreso dai media locali e nazionali dell’operazione. La questione è già stata sollevata da diversi Consigli comunali, come a Cuneo, e vorrei sapere i motivi per i quali il sindaco non ha ritenuto opportuno informare l’Assemblea e le Commissioni. Chiedo poi se sia possibile ascoltare in audizione il presidente della fondazione Crc Mauro Gola ed eventualmente il vicepresidente sull’opportunità dell’operazione. Lo chiedo nel massimo rispetto dell’autonomia dei due enti coinvolti, considerando comunque che il grande patrimonio della fondazione trae origine dai risparmi delle comunità locali».
Alberto Gatto ha precisato: «Non sono stato certo coinvolto nella definizione dell’operazione che ha portato la fondazione Crc nella compagine del quotidiano. Sono stato informato, in maniera del tutto marginale e a decisione già assunta, dal presidente Gola in una breve conversazione telefonica. In pochi minuti, ho espresso con chiarezza le mie perplessità e i dubbi. Respingo quindi ogni indiscrezione o sospetto che possano far pensare a un mio assenso, anche solo formale, alla scelta». E ha concluso: «Siccome il Comune non è stato coinvolto, oltre agli elementi già resi noti dagli organi di informazione non c’era altro da poter comunicare. Serve comunque una più ampia riflessione sul rapporto tra la Crc e i territori, che rappresentano la sua storia e la sua ragione di essere. In questi mesi, insieme ad altri amministratori, abbiamo affrontato con spirito critico e senso di responsabilità il dibattito sul futuro della fondazione, a partire dalla durata dei mandati. Trasparenza, opportunità delle scelte e confronto sono i principi sui quali si deve continuare ad agire: pur essendo privata, la fondazione trae forza e legittimazione dal rapporto con le istituzioni e con le persone che vivono questa provincia».
