CUNEO – Gruppo Cidimu e Cisl Cuneo hanno scelto di rispondere a un problema molto concreto: l’accesso alle cure, sempre più segnato da tempi di attesa lunghi e da costi crescenti.
Secondo l’ultima rilevazione Istat, a livello nazionale il 9,9% della popolazione, circa 5,8 milioni di persone, ha rinunciato ad almeno una visita medica o a un accertamento diagnostico necessario, per i tempi di attesa o per difficoltà economiche. Non è un fenomeno marginale: secondo i dati Gimbe, la spesa sanitaria delle famiglie italiane rappresenta oggi il 23% della spesa sanitaria complessiva del Paese.
Proprio in questo spazio si inserisce la convenzione appena firmata dalle due organizzazioni. L’accordo non si propone come alternativa al Servizio sanitario nazionale, del quale anzi riconosce esplicitamente il ruolo insostituibile, ma come strumento complementare: un’opportunità in più, offerta a chi altrimenti potrebbe trovarsi a rinunciare a un controllo necessario.
È infatti il sostegno concreto alle persone ciò che accomuna le due organizzazioni firmatarie, pur portatrici di missioni diverse: da una parte una rete sanitaria privata che da oltre quarant’anni opera in Piemonte nel campo della diagnosi e della prevenzione; dall’altra la tutela sindacale, che da sempre si occupa delle condizioni materiali di vita di lavoratori e famiglie.
L’intesa riguarda tutti gli associati Cisl della provincia di Cuneo e il loro nucleo familiare convivente. Le agevolazioni previste comprendono uno sconto del 15% sulle visite specialistiche, del 10% su esami diagnostici e prestazioni odontoiatriche, oltre a condizioni dedicate su percorsi di check-up con tariffe più contenute rispetto al listino ordinario.
È proprio questa combinazione di elementi, un accordo nato da una collaborazione locale, esteso all’intero nucleo familiare e costruito su un impianto stabile anziché su una semplice promozione, a rendere la convenzione un vero e proprio modello di welfare territoriale, più che una semplice agevolazione commerciale.
Territoriale perché nasce dall’incontro tra una rete sanitaria che opera nel Cuneese e un’organizzazione sindacale radicata sullo stesso territorio. Welfare perché entra a far parte degli strumenti concreti di tutela che il sindacato mette a disposizione di chi rappresenta, accanto alla contrattazione e ai servizi tradizionali, offrendo un sostegno dedicato alla salute e pensato per durare nel tempo, non per esaurirsi in una singola campagna promozionale.
Al centro della convenzione vi è infatti un programma di prevenzione distribuito lungo l’arco di un intero anno: sei campagne tematiche, scandite ogni due mesi, che accompagnano gli iscritti attraverso altrettanti ambiti della salute della persona adulta, dalla prevenzione cardiovascolare a quella oncologica, passando per il controllo della funzionalità d’organo e la diagnosi precoce. Non un’offerta isolata, dunque, ma un percorso continuativo che restituisce alla prevenzione il suo significato più autentico: quello di un’abitudine, non di un’eccezione a cui si ricorre solo in caso di necessità.
Per il gruppo Cidimu la convenzione segna l’ingresso in un ambito di collaborazione con il mondo sindacale, in piena continuità con una missione di prevenzione e diagnosi precoce che l’azienda persegue da oltre quattro decenni sul territorio piemontese. Per Cisl Cuneo, l’intesa rappresenta invece un’evoluzione naturale del proprio ruolo di tutela, che si allarga dal piano contrattuale a quello, altrettanto diretto, della salute quotidiana degli iscritti e delle loro famiglie.
L’accordo è stato siglato a Cuneo, città che le due organizzazioni indicano come punto di partenza simbolico di un percorso che guarda oltre i confini provinciali. Sia Cidimu sia Cisl non escludono infatti che, sulla base dei risultati che emergeranno nei prossimi mesi, il modello possa essere esteso ad altri territori piemontesi.
Le dichiarazioni
Ugo Riba direttore generale ed amministratore unico del gruppo spiega: «Che un’organizzazione sindacale abbia scelto di avvicinarsi a noi non è scontato, e lo considero un riconoscimento importante: significa che sul territorio siamo percepiti come un punto di riferimento affidabile per la sanità privata, non come un semplice fornitore di prestazioni. È una responsabilità che prendiamo sul serio. Le difficoltà del Servizio sanitario nazionale non sono un’anomalia italiana: è un problema europeo, strutturale. I sistemi sanitari pubblici si sono costruiti sull’idea di poter garantire tutto a tutti, ma i costi sempre più importanti, la richiesta di sanità in una popolazione sempre più longeva, la diversa percezione del lavoro che le giovani leve hanno e molte altre concause, fanno sì che questo modello sia sempre meno sostenibile. È chiaro che il Ssn è irrinunciabile e vitale per tutti noi. Ma è l’ora che chi ha a cuore la salute dei cittadini si renda conto che esiste una sanità privata di cui non si può fare a meno. Con Cisl Cuneo abbiamo costruito qualcosa che ha senso nel lungo periodo: un percorso di prevenzione e di servizio, non una promozione. Sono molto grato al segretario generale Cisl della provincia di Cuneo, Solavagione, per la visione e la determinazione con cui ha portato avanti l’iniziativa.»
Dice Enrico Solavagione segretario generale Cisl Cuneo: «Per essere chiari: per la Cisl il rapporto tra sanità pubblica e sanità privata si basa sull’integrazione, non sulla sostituzione. La sanità pubblica deve garantire cure universali ed equità per tutti; quella privata, invece, offre flessibilità e rapidità. L’equilibrio funziona se il privato supporta il pubblico senza creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. La convenzione rappresenta una forma di contrattazione sociale e territoriale. La sanità pubblica è in difficoltà da almeno vent’anni. La Cisl, con un approccio molto pragmatico, continuerà ai tavoli negoziali a chiedere più assunzioni e maggiori investimenti negli ospedali e nelle ASL. Nel frattempo, però, le persone si ammalano oggi e hanno bisogno di risposte subito. Per questo, la convenzione rappresenta un salvagente temporaneo, per non lasciare i nostri iscritti soli di fronte alle difficoltà e ai disservizi, in attesa che la sanità pubblica torni a funzionare come deve. Riteniamo che un sindacato moderno debba occuparsi di queste vicende con assoluto pragmatismo. Per questo offriamo ai nostri iscritti la possibilità di accedere, a condizioni convenienti, a servizi che oggi la sanità pubblica non riesce a erogare pienamente. La Cisl ha aderito per un dovere preciso, tutelare la salute dei propri iscritti. Continueremo a batterci politicamente per difendere, finanziare e rilanciare il Servizio Sanitario Pubblico. Non possiamo però ignorare le liste di attesa infinite che oggi negano il diritto alla cura. Questa convenzione è uno scudo d’emergenza, permette ai nostri tesserati di fare visite ed esami diagnostici in tempi rapidi e a tariffe calmierate. Un sindacato pragmatico fa grandi battaglie per il futuro ma dà risposte concrete ai bisogni di oggi».
