RORETO DI CHERASCO – Dall’accoglienza al lavoro in un’azienda specializzata, la storia di Sambare Mashoudou racconta come la collaborazione tra imprese, servizi e territorio possa trasformare un percorso di integrazione in una concreta opportunità di autonomia.
Il progetto Laris – Lavoro, abitare, reti per l’inclusione sociale procede la sua narrazione con una nuova testimonianza. Dopo le esperienze nelle cave di Giuggia costruzioni e nelle cucine della Gastronomia dell’arco di Cherasco, il terzo video della mini-serie è dedicato a Sambare Mashoudou, lavoratore arrivato dal Burkina Faso e inserito presso la Tecnopal di Roreto di Cherasco, un’azienda che si occupa di opere speciali di fondazione, consolidamento di terreni e strutture, perforazioni e indagini geognostiche, dove Sambare ha potuto dare una svolta alla sua carriera e costruire un nuovo progetto di vita.
Il video testimonia come Sambare si è integrato nell’azienda, dove oggi lavora nei cantieri aiutando il personale specializzato nelle attività di fondazione e consolidamento. Questa esperienza gli ha permesso di acquisire competenze professionali, trovare un lavoro stabile e continuare il suo percorso verso l’indipendenza, grazie al supporto del progetto Laris. La storia di Sambare dimostra come il lavoro possa essere l’inizio di un progetto di vita più grande. In questo percorso, il supporto non finisce con l’assunzione, ma continua attraverso un sistema integrato che coinvolge aziende, servizi abitativi e comunità locali.
Questo è ciò che rende speciale Laris, un’iniziativa nata dalla collaborazione tra fondazione Don Mario Operti e fondazione Industriali, con il contributo di fondazione Crt. Il progetto collega il mondo del lavoro con quello sociale per promuovere percorsi di autonomia duraturi e interviene in un momento cruciale, quello tra la prima accoglienza e il raggiungimento della piena autonomia, lavorando a stretto contatto con il Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e la rete di partner sul territorio. Il lavoro quotidiano degli operatori dei servizi di accoglienza – dall’insegnamento dell’italiano all’assistenza legale, dalla tutela sanitaria ai primi tirocini – fornisce la base su cui Laris costruisce percorsi di inserimento lavorativo e abitativo stabili, valorizzando le capacità, la motivazione e le aspirazioni delle persone.
I risultati ottenuti dimostrano che questo approccio funziona: 29 persone hanno trovato un impiego grazie al lavoro integrato della piattaforma Lavoro Buono e dell’attività di accompagnamento, scouting e mediazione svolta dai volontari della Fondazione Operti, con 8 contratti già diventati a tempo indeterminato. Inoltre, 12 persone hanno trovato una sistemazione abitativa stabile, uscendo dal sistema di accoglienza grazie al sostegno del progetto e alla rete di collaborazioni tra enti pubblici, privati e del terzo settore.
Con questo terzo episodio, Laris continua a raccontare storie che mostrano come l’inclusione sia il risultato di un’effettiva collaborazione tra aziende, istituzioni e comunità. È un modello che crea valore per le persone, risponde alle esigenze di personale delle aziende e contribuisce allo sviluppo del territorio.
Le eventuali aziende interessate a percorsi di inserimento lavorativo possono contattare i referenti del progetto ai seguenti riferimenti: mail progetti@fondazioneindustriali.it / info@fondazioneoperti.it, telefono 0171-45.56.67 / 011-56.36.910.
