ROMA – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio di oggi, giovedì 16 luglio, al Quirinale, il ministro della Giustizia Carlo Nordio per puntualizzare i limiti delle attribuzioni in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al capo dello Stato, così come confermato dalla Corte costituzionale con la sentenza numero 200 del 2006. È quanto scritto in una nota dopo che il ministro Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Mario Roggero.
Non è una questione di merito sulla grazia al gioielliere piemontese, fanno notare fonti del Quirinale, anche perché ancora non è stata resa nota la motivazione della sentenza della Cassazione sul caso Roggero e quindi il discorso sulla concessione o meno della grazia è assolutamente prematuro, ma è una questione strettamente di metodo, che tocca i poteri del presidente della Repubblica, così come disegnati dalla Costituzione. Come recita la sentenza numero 200 del 2006, richiamata nel comunicato del Quirinale, è riconosciuta: «espressamente la possibilità che la grazia sia concessa anche in assenza di domanda», ma «in ogni caso l’iniziativa potrà essere assunta direttamente al PdR, al quale da tempo si è riconosciuto tale potere». Secondo quanto apprende l’Ansa, il presidente Mattarella avrebbe ripetuto, durante il colloquio, al ministro Nordio le parole di Luigi Einaudi: «È dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce».
I capigruppo alla Camera e al Senato di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d’Italia, Udc, Maie-Centro Popolare hanno avviato una raccolta firme per richiedere al ministero di Giustizia proprio la grazia. Si legge in una nota congiunta: «Riteniamo che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto».
«Mio fratello è certamente provato, ma sempre resiliente: il suo ultimo video, trasmesso anche alla Tv, riassume tutto. Tanti si sono mossi per la richiesta di grazia e di questo lui è estremamente riconoscente», ha detto Dante, il fratello di Mario Roggero.
