di Fabio Gallina
ALTA LANGA – Il ponte azzurro, simbolo del collegamento tra la frazione Bergamaschi di Bergolo e il territorio comunale di Torre Bormida, torna sotto i riflettori dopo la scoperta della manomissione dell’impianto di videosorveglianza installato a controllo dell’infrastruttura. Realizzato dopo l’alluvione del 1994 sul fiume Bormida, il ponte è stato progettato dall’ingegner Giuseppe Vassallo, autore anche del ponte sul Tanaro ad Alba, che lo definì “ponte azzurro” per le sue caratteristiche innovative e le tecniche costruttive adottate.
Nel 2019 l’opera è stata interessata da un importante intervento di riqualificazione, autorizzato dalla Soprintendenza per i beni architettonici, che ha trasformato il ponte in un’opera d’arte. Il progetto, finanziato dalla Regione Piemonte con circa 200mila euro, ha permesso anche una verifica della stabilità e della funzionalità della struttura, affidata all’ingegner Aldo Priarone e all’architetto Roberto Pestarino per gli aspetti cromatico-paesaggistici.
Una ricognizione del sistema comunale di videosorveglianza ha però evidenziato la manomissione delle telecamere. Il Comune ha definito il gesto un “sabotaggio delinquenziale” e ha presentato denuncia alle autorità competenti. Sul ponte resta il divieto di transito per mezzi superiori alle 18 tonnellate. L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mario Marone, potenzierà i controlli e prevede l’installazione di telecamere satellitari per aumentare la sicurezza e prevenire possibili situazioni di pericolo.
