di Elisa Rossanino
ROERO – «È successo un anno fa anche a me, sono stata vittima di una truffa simile a quella raccontata da Gazzetta d’Alba nello scorso numero». Inizia così la testimonianza di una donna residente nel Roero che ha voluto condividere la propria esperienza per mettere in guardia altre potenziali vittime.
«Ho ricevuto un messaggio che mi avvisava che avevo preautorizzato un pagamento di circa 1.400 euro. Nell’Sms era indicato anche un numero da chiamare nel caso in cui non fossi stata io a fare il pagamento. Così ho telefonato. Ho risposto alle domande del finto call center e ho negato tutto. Mi hanno rassicurata dicendomi che sarei stata contattata dal Comando dei Carabinieri di Cuneo».
Una chiamata che non è tardata ad arrivare. «Si presentò come maresciallo e mi spiegò che era in corso un’indagine presso la mia banca, che pare stesse spostando i miei soldi da qualche parte. Così mi ha convinta che dovevo mettere in sicurezza i miei risparmi. Mi ha elencato con tono rassicurante i passaggi che avrei dovuto seguire spostando il denaro presso un consulente finanziario indicando come causale del bonifico istantaneo “Per acquisto immobile”. Non solo mi ha ribadito più volte i vari passaggi, ma mi ha inviato le istruzioni su WhatsApp».
La donna rassicurata si precipita presso la propria filiale mentre il truffatore, sempre al telefono, le dà istruzioni su come comportarsi nei confronti del personale della banca. «Effettuato il bonifico dell’intero conto sono uscita della banca e rimasta in attesa dell’arrivo di una pattuglia dei Carabinieri che, come promesso, mi avrebbe dovuta aiutare nella conclusione dell’operazione. Ho aspettato per molto tempo ma non è mai arrivata. In quel momento mi sono venuti dei dubbi, così, senza farmi sentire al telefono, ho chiesto al macellaio vicino di controllare se il numero fosse davvero quello dei Carabinieri e lui ha confermato. Mi sono tranquillizzata».
Tornata a casa, la donna ha continuato ad aspettare l’arrivo dei militari, mentre i truffatori mantenevano sempre con lei un rapporto telefonico. «Mi hanno chiesto il mio indirizzo e di inviare la foto del documento. Io ero sempre in attesa del loro arrivo, fino a quando mi dissero che a loro risultava che io avessi un altro conto, così mi consigliarono di mettere in sicurezza anche quello. Mi chiesero di informarmi sull’importo del conto e a quel punto fecero un’esclamazione».
È in quel momento che la vittima prende coscienza. «Mi sono svegliata e gli ho detto che avevo capito che non era dei Carabinieri. Ha riagganciato immediatamente mettendo fine alla chiamata, che ormai durava da un paio di ore». Presa consapevolezza, la donna ha sporto denuncia, ma a oggi non ha avuto alcuna risposta. «Mi sono venuti subito alcuni dubbi, ma poi mi sono convinta. Anche dalla banca nessuno si è insospettito e non è stato possibile recuperare il denaro inviato».
