NIELLA BELBO – Proseguono spediti i lavori per realizzare il grande sogno dell’alta Langa: il Museo della pallapugno. La struttura di Niella Belbo, prima al mondo nel suo genere, sarà inaugurata il 9 ottobre con un ospite di eccezione: il principe Alberto II di Monaco che proprio in quel periodo visiterà i siti storici Grimaldi di Monaco. Con lui a tagliare il nastro dell’inaugurazione, ci sarà anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
«Sarà una giornata storica per il territorio e la sua cultura per la quale si è molto lavorato con una unità di intenti che è stata strategica per realizzare il museo», commenta il vicepresidente della Provincia di Cuneo Massimo Antoniotti. «In questo periodo di grande vivacità di questo sport, patrimonio dell’Unesco e di professionalità di team sportivi e giocatori, l’inaugurazione è un traguardo importante che valorizzerà ancora di più le colline di Langa e le nostre tradizioni. Perché, ne sono convinto, è imparando dal passato che si costruisce un futuro migliore».
Ca’ balon ha otto stanze dove la tradizione si sposa con la tecnologia ed è un progetto da 500mila euro realizzato grazie al bando Stars della fondazione Crc. Nella casa della pallapugno e degli sport sferisterici, il visitatore scoprirà la storia e l’evoluzione della pallapugno, nonché i valori e la tradizione di chi ha narrato questo territorio, da Pavese a Fenoglio.
«Con Ca’ balon potremo valorizzare la tradizione della pallapugno, creare un polo culturale e turistico unico al mondo, ed entrare in una rete museale internazionale», sottolinea Antoniotti.
Tutto il territorio è stato coinvolto per la realizzazione di Ca’ balon, dalle associazioni locali, alle scuole, alle imprese del territorio. «Un grande ringraziamento va a tutti coloro che hanno creduto in questo sogno e lavorato per realizzarlo. Un ringraziamento particolare alla fondazione Crc per la fiducia per aver sostenuto il nostro progetto, trasformando Niella Belbo e l’alta Langa in un punto di riferimento per la cultura sportiva, tra storia, identità e tradizione», conclude il vicepresidente della Provincia di Cuneo Massimo Antoniotti.
