di Andrea Olimpi
FERRAGOSTO – C’è chi ha preparato le valigie per una vacanza vera e propria, chi si concede soltanto una giornata fuori porta e chi trascorrerà il 15 agosto con parenti e amici. Una cosa è certa: per milioni di italiani Ferragosto continua a significare uscire di casa.
Secondo le stime diffuse da Coldiretti/Ixè, sono 29 milioni gli italiani che trascorrono il Ferragosto fuori casa, approfittando anche del fine settimana per raggiungere località di villeggiatura, parenti e amici o semplicemente per una gita di un giorno.
Un dato che comprende situazioni molto diverse e che va distinto da quello relativo alle vacanze vere e proprie. L’Osservatorio Confturismo-Confcommercio, in collaborazione con SWG, stima infatti in 13 milioni gli italiani in viaggio per Ferragosto: circa 9 milioni sono impegnati in una vacanza lunga, mentre altri 4 milioni hanno scelto un soggiorno breve. A questi si aggiungono 4,5 milioni di escursionisti giornalieri, che si spostano senza pernottare fuori casa.
Il mare resta la meta preferita
La spiaggia conserva saldamente il primo posto nelle preferenze. Secondo Confturismo, circa un italiano su due tra quelli in vacanza sceglie il mare, mentre la montagna raccoglie il 18% delle preferenze. Seguono le altre destinazioni, comprese città d’arte, laghi, località termali e piccoli centri.
Un Ferragosto che conferma quindi le abitudini tradizionali degli italiani, ma nel quale stanno acquistando spazio forme differenti di turismo, dalle vacanze nella natura alle esperienze enogastronomiche.
Le stime di CNA Turismo e Commercio allargano lo sguardo al periodo compreso tra il primo e il 23 agosto: in queste tre settimane sono attesi in Italia circa 17,4 milioni di turisti, di cui 8,4 milioni italiani e 9 milioni stranieri, per oltre 78 milioni di pernottamenti. La spesa turistica diretta dovrebbe superare i 9 miliardi di euro, con un impatto economico complessivo stimato oltre i 15 miliardi.
Grigliata, pranzo in famiglia o ristorante
Ma come festeggiano il 15 agosto gli italiani?
La tradizione resiste. Tra i 29 milioni che trascorrono la giornata fuori casa, secondo Coldiretti/Ixè sono 7 milioni quelli che scelgono picnic e grigliate, mentre circa 8 milioni si ritrovano nelle abitazioni di parenti e amici.
Per molti altri Ferragosto significa invece sedersi al tavolo di un ristorante, di un agriturismo o partecipare a una delle tante sagre organizzate sul territorio.
Secondo FIPE-Confcommercio, nella sola giornata del 15 agosto la spesa complessiva nei pubblici esercizi dovrebbe superare un miliardo di euro, con almeno 500 milioni destinati a pranzi e cene nei ristoranti. Nell’intero mese di agosto la spesa alimentare fuori casa è stimata in 10,8 miliardi di euro.
Agriturismi e vino, il Ferragosto cambia
Tra i fenomeni più interessanti c’è la crescita del turismo rurale. Sono quasi 700mila i turisti italiani e stranieri attesi negli agriturismi durante la settimana di Ferragosto, con un incremento stimato del 5% rispetto allo scorso anno e una permanenza media compresa tra cinque e sei notti.
Non si cerca più soltanto un posto dove dormire o mangiare. Il soggiorno diventa sempre più un’esperienza legata al territorio: degustazioni, visite nelle aziende agricole e nelle cantine, attività sportive, escursioni e scoperta dei prodotti locali.
Secondo Coldiretti e Campagna Amica, il 49% degli italiani che sceglie una vacanza in agriturismo partecipa ad attività esperienziali, dalle degustazioni alle visite in cantina, nei frantoi e nei caseifici fino ai corsi di cucina. E proprio l’enoturismo si conferma tra le esperienze più richieste.
Una tendenza che sembra disegnata su misura per territori come Langhe e Roero, dove vino, gastronomia, paesaggio, piccoli borghi e strutture agrituristiche rappresentano da anni una parte fondamentale dell’offerta turistica.
Piemonte, presenze in crescita del 9,9%
E i numeri più recenti confermano il buon momento del Piemonte.
Nel mese di luglio la regione ha registrato il maggiore incremento delle presenze turistiche in Italia, con un +9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, più del doppio della media nazionale, ferma al +4,4%.
Il risultato si inserisce in un andamento positivo già evidente nel primo semestre del 2026, chiuso dal Piemonte con un aumento dell’8,5% degli arrivi e del 9,6% delle presenze rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno.
Ancora più significativo, guardando a territori come Langhe e Roero, è ciò che sta accadendo nei piccoli centri. Nei Comuni piemontesi con meno di 5mila abitanti le presenze sono cresciute del 9,8% nel primo semestre dell’anno: il terzo miglior risultato italiano, dietro soltanto a Calabria e Abruzzo.
Borghi, sagre ed enogastronomia spingono il turismo
Il successo dei piccoli centri non sembra casuale. La ricerca di esperienze autentiche, prodotti tipici, manifestazioni locali e contatto con il territorio sta diventando una componente sempre più importante nella scelta di una destinazione.
Secondo i dati richiamati dalla Regione Piemonte, quasi sei italiani su dieci hanno partecipato nell’ultimo anno ad almeno una manifestazione organizzata dalle Pro Loco, mentre il 43,5% lo ha fatto durante un viaggio di piacere. A livello nazionale, l’indotto economico generato dalle sagre viene stimato in 2,1 miliardi di euro.
È proprio nell’incrocio fra queste tendenze che Piemonte, Langhe e Roero sembrano avere molte carte da giocare: piccoli paesi, colline, vino, cucina, agriturismi, manifestazioni e attività all’aria aperta rispondono a una domanda turistica che non cerca più soltanto una destinazione, ma sempre più spesso un’esperienza da vivere.
E così, mentre il mare rimane il grande classico del 15 agosto, il Ferragosto 2026 racconta anche un’altra Italia: quella che riscopre i borghi, sceglie la campagna, entra in cantina, si ferma a una sagra e trasforma anche una semplice gita fuori porta in un’occasione per conoscere il territorio.
