di Andrea Olimpi
CRONACA – Approda in Parlamento il caso della 14enne di origine marocchina, nata in Italia e residente a Cuneo, che domenica 27 settembre avrebbe ricevuto il rifiuto di salire su un autobus sostitutivo in partenza da Fossano. Le deputate del Partito Democratico Chiara Gribaudo e Ouidad Bakkali hanno presentato un’interrogazione al ministro dei Trasporti Matteo Salvini, chiedendo di fare chiarezza sull’episodio e sugli accertamenti avviati da Trenitalia.
L’episodio, denunciato dalla famiglia della minorenne, sarebbe avvenuto nel pomeriggio di domenica davanti alla stazione ferroviaria di Fossano. La ragazza, appartenente a una famiglia di origine marocchina che vive in Italia dal 2006, è nata nel nostro Paese, abita a Cuneo ed era in possesso di un regolare biglietto.
Secondo quanto raccontato dalla giovane, mentre cercava di salire sull’autobus dell’azienda di trasporti Stat, impegnato nel servizio sostitutivo per Trenitalia sulla tratta verso Cuneo, l’autista le avrebbe detto: «faccio salire solo gli Italiani, non gli stranieri», lasciandola a terra.
Una ricostruzione contestata dall’autista, che ha respinto le accuse di razzismo sostenendo che la quattordicenne avrebbe interpretato male le sue parole.
Ad attendere la ragazza a Cuneo c’era il fratello maggiore, 28 anni, che, appreso quanto accaduto, è andato a Fossano a prenderla. In occasione del successivo passaggio dell’autobus avrebbe quindi filmato il confronto con l’autista. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri e, su loro suggerimento, la famiglia si è successivamente rivolta a un legale. La segnalazione è stata inoltre presa in carico dalla sede cuneese della Rete regionale contro le discriminazioni.
Sul caso era già intervenuta la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Giulia Marro: «Negare a una ragazza di 14 anni l’accesso a un servizio di trasporto pubblico per la sua origine è una discriminazione gravissima, che non può trovare spazio nelle nostre comunità». La consigliera aveva chiesto a Trenitalia e all’azienda che gestiva il servizio sostitutivo di chiarire rapidamente quanto accaduto e, qualora i fatti fossero accertati, di assumere i conseguenti provvedimenti.
Ora la vicenda arriva anche alla Camera con l’iniziativa di Gribaudo e Bakkali.
«Quanto denunciato dalla famiglia della ragazza di 14 anni alla stazione di Fossano, se confermato, sarebbe un fatto di estrema gravità. Alla giovane, nata in Italia, residente a Cuneo e in possesso di un regolare titolo di viaggio, sarebbe stato impedito di salire su un autobus sostitutivo perché non italiana. Chiediamo che venga fatta piena luce sull’accaduto e che Trenitalia accerti eventuali responsabilità».
Le due parlamentari sottolineano la necessità di attendere gli accertamenti, ma ritengono che la vicenda non possa essere considerata soltanto una discussione tra passeggera e autista.
«Non vogliamo anticipare gli accertamenti, ma una vicenda di questo tipo non può essere derubricata a un semplice diverbio – proseguono le deputate – Se la ricostruzione fosse confermata, si tratterebbe di un comportamento incompatibile con il principio di uguaglianza nell’accesso ai servizi e con la dignità della persona, tanto più quando è coinvolta una minorenne. Chi gestisce un servizio destinato alla collettività ha il dovere di garantire a tutti e tutte le stesse condizioni di accesso».
Nell’interrogazione, Gribaudo e Bakkali chiedono quindi al ministro Salvini di verificare la dinamica dell’episodio e di riferire sugli accertamenti e sugli eventuali provvedimenti.
«Per questo abbiamo chiesto al Ministro dei Trasporti Salvini di verificare la dinamica dei fatti, di conoscere gli accertamenti svolti da Trenitalia e gli eventuali provvedimenti adottati o che si intendano adottare. Un servizio sostitutivo del trasporto ferroviario deve essere accessibile a ogni passeggero senza discriminazioni legate alla nazionalità o all’origine. Su questo non possono esserci ambiguità» concludono Gribaudo e Bakkali.
