di Davide Barile
ITINERARI – Il treno fischia qualche chilometro nell’entroterra e, dopo un secolo e mezzo, è possibile godere, grazie all’ingegno di chi progettò la ferrovia Genova-Ventimiglia, di scorci sul mare per lungo tempo rimasti nascosti e quasi inaccessibili. L’opera che ha sostituito i vecchi binari è la ciclabile del ponente ligure, che oltre a regalare la vista di panorami senza eguali, collega i centri costieri per circa 45 chilometri. Il primo tratto, da Ospedaletti a San Lorenzo al Mare via Sanremo è a disposizione dal 2008, mentre nel 2025 è stata aperta la parte ricadente nel Comune di Andora e, quest’anno, si è completato il collegamento con Imperia e San Lorenzo.
Soprattutto nei giorni festivi, la ciclovia è presa d’assalto, ma anche in tali momenti è di piacevole percorrenza. In più, l’intero tracciato è illuminato e percorribile anche di notte.
Oltre a ciclisti, che dispongono di due corsie, e pedoni, sulla ciclabile transitano pattinatori, risciò, monopattini e skateboard. Ogni caletta o scogliera è un posto da esplorare: lo certificano le numerose biciclette appoggiate e legate alla ringhiera in corrispondenza dei passaggi che conducono alla riva. Un bagno con vista su fondali rocciosi, flora e fauna marina, qualche minuto al sole e si può ripartire.

Partendo da Andora, che è il primo centro provenendo da Savona e l’unico a ricadere sotto la sua provincia (in futuro l’opera arriverà almeno a Finale Ligure), dalla nuova stazione, circa un chilometro nell’entroterra, ci si avvicina al mare fiancheggiando opere d’arte contemporanea posizionate per rendere il tratto ancora più interessante. Giunti paralleli alla costa, dopo le ultime spiagge sabbiose della località inizia una delle parti più suggestive che, dopo quattro gallerie, permetterà di arrivare a Cervo, centro che merita di sicuro una sosta. Alcune scogliere sono piatte e accoglienti, altre impervie e seghettate. Agli ingressi delle gallerie si trovano ancora reminiscenze del passato ferroviario costituite principalmente da cartelli di divieto d’accesso e indicazioni per gli addetti ai lavori.
Proseguendo si arriva a San Bartolomeo al Mare, con la ciclovia che passa a fianco dello storico santuario della Madonna della Rovere, e a Diano Marina con le sue spiagge dorate, per poi puntare alle pendici di Capo Berta, luogo mitico soprattutto per chi segue il ciclismo e la Milano-Sanremo. In questo caso, i progettisti hanno scelto di evitare la trasformazione del tunnel ferroviario di un chilometro e mezzo in pista ciclabile (si pensa di usarlo per far passare una navetta, ma chissà) e si è puntato al recupero della cosiddetta “incompiuta”, la strada che avrebbe dovuto costituire la variante dell’Aurelia, mai aperta per i continui movimenti franosi. Ora il versante è stato consolidato e la ciclovia, per raggiungere Imperia, passa da qui. Anche in condizioni di bonaccia, sembra che il mare ti arrivi addosso. A protezione dell’opera ci sono pure gli imponenti scogli, dei quali il più famoso è la Galeazza.

Si arriva a Imperia, con i due centri di Oneglia e Porto Maurizio, separati dal torrente Impero e uniti per formare un’unica città nel 1923, per poi proseguire verso Santo Stefano e San Lorenzo al Mare. Nelle due piccole località, un tempo la ferrovia costituiva un ostacolo invalicabile, mentre oggi la ciclabile, che viaggia parallela agli stretti carrugi, è parte integrante dell’architettura cittadina.
Arma di Taggia è conosciuta per i suoi ampi arenili ed è un preludio per l’arrivo al centro che, per prestigio, contende il primato al capoluogo provinciale Imperia: Sanremo. La ciclabile è forse il modo migliore per visitarla: permette di evitare lo stress del traffico e della ricerca del parcheggio e, allo stesso tempo, di spostarsi agevolmente tra le varie attrazioni, come il Casinò, il teatro Ariston e il quartiere della Pigna. La lunga corsa della ciclabile, per ora, si arresta all’elegante borgo Ospedaletti, che, se si trovasse nella vicina Costa Azzurra, sarebbe sbandierato come una delle perle principali.
