BOSSOLASCO – Dalla costituzione dell’Osservatorio alla definizione concreta del suo funzionamento. Il primo incontro a Bossolasco, che si è tenuto mercoledì 12 agosto, ha segnato un nuovo passaggio nel percorso avviato dall’Unione Montana Alta Langa per seguire gli sviluppi legati all’ipotesi del termovalorizzatore e rappresentare in maniera coordinata le istanze dei territori interessati.
La riunione è servita innanzitutto a fare il punto sulle informazioni attualmente disponibili rispetto al procedimento avviato dalla Regione Liguria. L’iter sta avanzando ed è stata nominata la commissione incaricata di esaminare le manifestazioni di interesse. Non risultano invece, allo stato attuale, formalizzate le possibili localizzazioni dell’impianto.
L’Osservatorio intende quindi seguire passo dopo passo l’evoluzione della procedura, distinguendo gli atti ufficiali dalle ipotesi emerse nel dibattito pubblico e intervenendo nelle sedi istituzionali competenti.
Proprio il metodo di lavoro è stato uno dei temi centrali dell’incontro. L’Osservatorio opererà attraverso i canali istituzionali, senza prevedere, al momento, azioni di protesta diretta e mantenendo il confronto sul piano tecnico, amministrativo e dell’opportunità territoriale, senza valutazioni politiche di parte. Un’impostazione che non modifica le posizioni già formalmente assunte dagli enti rispetto all’ipotesi del termovalorizzatore, ma stabilisce attraverso quali strumenti l’organismo seguirà il procedimento e rappresenterà le comunità.
Un modello a due livelli
Per coniugare capacità operativa e rappresentatività è stata individuata una struttura a due livelli. Un gruppo di lavoro ristretto costituirà il nucleo operativo dell’Osservatorio, mentre un gruppo allargato consentirà di coinvolgere ulteriori soggetti in relazione agli argomenti affrontati e alle competenze necessarie.
L’obiettivo è mantenere una struttura in grado di lavorare con continuità, senza rinunciare alla possibilità di estendere il confronto quando le questioni trattate richiederanno conoscenze, esperienze o rappresentanze specifiche.
In questa direzione si muove anche l’ampliamento della rete territoriale. È stato approvato l’ingresso della Langa Cebanae il coinvolgimento del coordinamento delle associazioni ambientaliste della Valle Bormida. In prospettiva, il gruppo allargato potrà coinvolgere anche rappresentanze del mondo produttivo, agricolo, vitivinicolo e commerciale, chiamate a contribuire sui temi di rispettiva competenza.
Il supporto tecnico e legale
Un secondo elemento emerso dalla riunione riguarda la necessità di affiancare al confronto istituzionale solide competenze tecniche e scientifiche. All’incontro hanno partecipato i dirigenti di ARPA Piemonte, manifestando la disponibilità a mettere a disposizione le proprie competenze nelle successive fasi procedurali.
Particolare attenzione sarà rivolta alle caratteristiche della Valle Bormida e agli elementi che dovranno essere considerati nelle eventuali valutazioni ambientali. Nel confronto sono stati richiamati, tra gli altri, la conformazione del territorio, la circolazione dei venti e i fenomeni di inversione termica: peculiarità che rendono necessario analizzare gli eventuali impatti sulla base di dati scientifici riferiti specificamente all’area interessata.
Accanto al supporto tecnico, l’Osservatorio si doterà di una consulenza legale, che accompagnerà l’attività istituzionale e consentirà di valutare gli strumenti da utilizzare nelle diverse fasi del procedimento.
Un percorso che parte dall’ex ACNA
Il lavoro avviato a Bossolasco si inserisce in un percorso istituzionale iniziato nei mesi scorsi e legato alla complessa eredità ambientale dell’ex ACNA di Cengio. L’area industriale si trova in territorio ligure, ma le conseguenze delle attività svolte per oltre un secolo hanno interessato profondamente anche la Valle Bormida piemontese.
Da questa consapevolezza era nata la volontà dell’Unione Montana Alta Langa, insieme ai Comuni, alla Provincia di Cuneo e alla Regione Piemonte, di dotare il territorio di uno strumento permanente capace di seguire la situazione. Con il decreto numero 2/2025 è stato così istituito l’Osservatorio permanente per il monitoraggio della bonifica dell’ex ACNA di Cengio.
All’attenzione sulla bonifica si è successivamente affiancato il tema dell’ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore nelle aree prossime all’Alta Langa e alla Valle Bormida. Su questo fronte il territorio ha già assunto una posizione formale: 44 Comuni, insieme alla Provincia di Cuneo e all’Unione Montana Alta Langa, hanno sottoscritto un documento di contrarietà alla realizzazione dell’impianto sul territorio o nelle aree limitrofe. La stessa presa di posizione è stata inoltre espressa dall’Unione Montana e da diversi Comuni attraverso apposite delibere e atti formali.
Il primo incontro di Bossolasco segna dunque il passaggio a una fase maggiormente operativa. Il compito dell’Osservatorio sarà ora quello di monitorare l’iter ligure, coordinare il territorio e acquisire gli elementi tecnici e giuridici necessari per valutare gli sviluppi della procedura e le eventuali ricadute sull’Alta Langa e sulla Valle Bormida.
I prossimi passaggi riguarderanno la definizione della rappresentanza dei Comuni nel gruppo ristretto, il progressivo coinvolgimento delle realtà chiamate a partecipare al gruppo allargato e l’organizzazione del supporto tecnico e legale. Una struttura pensata per consentire al territorio di seguire una vicenda complessa con continuità, attraverso dati, competenze e strumenti istituzionali.
Redazione

