È morto a 90 anni l’ex ministro Raffaele Costa, è stato anche presidente della Provincia di Cuneo

È morto a 90 l'ex ministro Raffaele Costa, è stato anche presidente della Provincia di Cuneo

MONDOVÌ – È morto a 90 anni Raffaele Costa, ex ministro e protagonista per oltre 30 anni della politica della Granda. L’esponente dei Liberali aveva compiuto 90 anni pochi giorni fa, l’8 settembre, ammalato da tempo si era ritirato dalla vita pubblica e viveva in una casa di riposto del Monregalese.

Costa, avvocato e giornalista, venne eletto deputato nel 1976 e, dopo essere stato sottosegretario in diversi governi (Cossiga, Spadolini, Fanfani, Craxi, Goria, De Mita) ricoprì la carica di ministro per le politiche comunitarie nel governo Amato nel 1992 e guidò il dicastero dei trasporti nel governo Ciampi e fu ministro della sanità nel primo governo Berlusconi.

Fu anche parlamentare europeo e, dal 2004 al 2009, presidente della Provincia di Cuneo. Alla fine della sua carriera politica, nel 2010, venne eletto nel Consiglio regionale del Piemonte ma si dimise dopo alcuni mesi per problemi di salute.

Raffaele Costa è il padre di Enrico Costa, che ne ha seguito le orme in politica e oggi è capogruppo di Forza Italia alla Camera.  A dare la notizia della morte è stato il fratello  Antonio Maria, economista di fama internazionale. Raffaele lascia la moglie Gabriella e i figli Enrico e Maria Paola.

Alberto Cirio: «L’Italia perde un uomo innamorato della politica e della sua terra»

Appresa la notizia della morte di Raffaele Costa, il presidente della Regione Alberto Cirio ricorda: «Con la scomparsa di Raffaele Costa, il Piemonte e l’Italia perdono un uomo profondamente innamorato della politica e della sua terra, a cui ha dedicato passione e impegno instancabili in ogni incarico istituzionale. È stato un autentico campione del pensiero liberale e un pioniere nella lotta alla burocrazia: una battaglia che oggi è patrimonio comune, ma che lui ha saputo combattere con decenni di anticipo e straordinaria lungimiranza. Ci mancheranno la sua intuizione e quella rara capacità di rimanere sempre sinceramente vicino alle persone e alle comunità locali. A nome mio e di tutta la Regione Piemonte, esprimo il più profondo cordoglio alla famiglia. Un abbraccio fraterno e particolarmente affettuoso a suo figlio Enrico, collega e amico di una vita».

Il cordoglio della Provincia

La Provincia di Cuneo esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Raffaele Costa, già presidente della Provincia dal 2004 al 2009, parlamentare, eurodeputato e più volte ministro della Repubblica. Figura autorevole della tradizione liberale italiana, ha rappresentato per decenni il territorio cuneese nelle istituzioni nazionali ed europee, mantenendo sempre un forte legame con la Granda.

Alla guida della Provincia di Cuneo ha portato la propria esperienza amministrativa e politica, contribuendo al dibattito pubblico con attenzione ai temi dell’autonomia dei territori, dell’efficienza della pubblica amministrazione e della vicinanza ai cittadini.

Uno dei pilastri del suo impegno in qualità di presidente è stata la lotta agli incidenti stradali: oltre a ideare una campagna di forte impatto visivo con l’installazione di sagome a bordo strada lungo i venti tratti provinciali più pericolosi della Granda, promosse costantemente tavoli di monitoraggio con le forze dell’ordine e incontri diretti con gli studenti delle scuole superiori per diffondere la cultura della guida responsabile e sensibilizzare sui pericoli legati all’abuso di alcol e droghe al volante.

La Provincia di Cuneo si stringe con affetto ai familiari e a quanti hanno condiviso con Raffaele Costa il lungo percorso umano, professionale e istituzionale, ricordandone l’impegno costante al servizio delle istituzioni e della comunità provinciale.

Il ricordo di Luca Robaldo, presidente della Provincia e sindaco di Mondovì

«Solo pochi giorni fa, in occasione del suo compleanno, avevo espresso l’affetto e la riconoscenza per Raffaele Costa da parte dell’Amministrazione comunale e di tutta la Comunità monregalese e provinciale», ricorda Luca Robaldo. «Se possiamo essere curati nel nuovo ospedale di Mondovì e se utilizziamo la tangenziale – per citare soltanto due fra le opere più importanti – dobbiamo dire grazie proprio a lui che, con indefessa tenacia, ha lavorato per ottenere le risorse e vedere realizzate queste infrastrutture. Ma il suo impegno politico ha toccato decine di migliaia di persone che si sono sentite ascoltate e che sapevano che prima o poi un riscontro sarebbe arrivato. Un modo di far politica che, purtroppo, è venuto meno e che nel privilegiare la relazione diretta col cittadino restituiva alla politica stessa quella dimensione di ‘servizio’ che non sempre, oggi, riusciamo a cogliere.
Con autorevolezza, credibilità, integrità, grazia e onestà, ha svolto tutti i ruoli e tutti gli incarichi ricoperti e, come Presidente della Provincia, voglio richiamare le sue battaglie affinché le nostre strade fossero più sicure e i giovani maggiormente coscienti del significato di sicurezza stradale.

Penso, infine, al riconoscimento Unesco per Langhe e Roero: la prima telefonata fu proprio quella del presidente Costa ed è attraverso quella telefonata che partirono tutte le procedure.

Avrei una miriade di ricordi personali, a partire da quelli che mi legano anche alla memoria di mio papà che fu unitissimo a Lello. Proprio papà non perdeva occasione di portarmi agli incontri organizzati dall’onorevole Costa ma mi vietava in ogni modo di dargli del tu nonostante la reiterata disponibilità di Raffaele ad accettarlo. Ci riuscii, finalmente, quando ebbi l’opportunità di accompagnarlo nella sua ultima campagna elettorale: furono settimane splendide, ricche di lavoro e della possibilità – per un ragazzo di neanche 25 anni appassionato di politica – di stare accanto ad un uomo che si relazionava nello stesso modo con i grandi leader e con migliaia di cittadini comuni, consentendo alla nostra terra di godere di vera rappresentanza in ogni consesso al quale l’on. Raffaele Costa è stato presente.

“Non mi ha mai detto come vivere; ha vissuto, e mi ha lasciato guardare mentre lo faceva” in questa citazione di Kelland (scrittore statunitense) c’è tutto ciò che per me è stato Raffaele: l’esempio.

Alla signora Gabriella, alla figlia Maria Paola e al fratello Antonio la partecipazione più commossa. Ad Enrico, che ricalca le orme del padre ed al quale devo formazione umana e professionale, l’abbraccio più forte».

Luca Robaldo

 

Banner Gazzetta d'Alba