MOROZZO – Un vitello appena nato viene predato dal lupo, in una stalla della pianura Cuneese. È accaduto a Morozzo e l’episodio riaccende l’allarme tra gli allevatori. Per Coldiretti, segna un ulteriore salto di livello nella presenza del predatore sul territorio.
«L’episodio porta il fenomeno fuori dagli scenari tradizionali delle montagne e dei pascoli. Nella pianura compresa tra Mondovì, Cuneo e Fossano, sottolinea Coldiretti, gli avvistamenti del lupo sono sempre più frequenti», dicono i vertici del sindacato agricolo .
Anche i numeri regionali confermano la dimensione del problema. Secondo Coldiretti, nel 2025 i servizi veterinari hanno registrato 498 eventi di predazione, con 1.631 capi coinvolti: 1.069 animali morti, 68 feriti e 494 dispersi. Nel 2024 gli episodi erano stati 534, con 1.894 capi coinvolti.
Il calo degli attacchi non si traduce in una diminuzione proporzionale delle perdite: gli animali morti sono passati da 1.092 a 1.069, appena il 2% in meno.
«La predazione avvenuta in stalla dimostra quanto la situazione sia cambiata», afferma Bruno Bertola, presidente della sezione Coldiretti di Morozzo. «Non parliamo più di animali attaccati durante il pascolo in montagna, ma di un vitello appena nato predato all’interno di un allevamento di pianura».
Aggiunge Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo: «Quando un predatore entra in una stalla in pianura, il problema ha superato ogni confine». Da qui la richiesta di considerare prioritari la sicurezza, la tutela degli allevamenti e la salvaguardia del lavoro agricolo e di andare oltre il solo monitoraggio delle presenze ma di intervenire con l’abbattimento degli esemplari problematici.
Ansa
