C’è il Piano casa Italia, ecco i fondi per le famiglie che non trovano un’abitazione a un prezzo sostenibile

Da inizio luglio è legge. Le risorse sono destinate al recupero degli alloggi vuoti e favoriranno affitti calmierati. Non mancano tuttavia i limiti, la cifra stanziata non coprirà le ristrutturazioni più pesanti e bisogna considerare i tempi.

C’è il Piano casa, ecco i fondi per l'ediz popolari

di  Valerio Re

IL PROGRAMMA – Il Piano casa Italia da inizio luglio è legge. Con il voto del Senato prende forma un programma nazionale rivolto alle famiglie che faticano a trovare un’abitazione a un prezzo sostenibile. Il provvedimento prevede un commissario straordinario per coordinare gli interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale.

Il primo intervento del piano nazionale riguarda il patrimonio pubblico inutilizzato. Vengono stanziati 970 milioni di euro a fondo perduto per recuperare oltre 60mila alloggi vuoti a causa della mancanza di manutenzione. Si tratta di appartamenti restituiti dagli assegnatari con impianti danneggiati, porte e infissi da sostituire o altri lavori che le Atc (Agenzie territoriali per la casa) non riescono a sostenere con i propri bilanci.

«Il recupero consentirebbe di aumentare il numero delle abitazioni disponibili senza nuove costruzioni e consumo di suolo. Oggi, a fronte degli oltre 60mila alloggi pubblici vuoti, in Italia circa 300mila nuclei familiari aspettano un’assegnazione. Il commissario per l’edilizia pubblica avrà il compito di coordinare il programma e favorire l’apertura dei cantieri», spiegano.

Il secondo asse riguarda l’edilizia residenziale sociale. È pensata per la cosiddetta “fascia grigia”: famiglie con un reddito superiore ai limiti previsti per le case popolari, ma insufficiente per affrontare i canoni “ordinari”. Il Fondo housing coesione, gestito da Invimit, parte con 100 milioni di euro e dovrà sostenere progetti a canone calmierato sviluppati con Regioni, Comuni e altri investitori. Il Piano istituisce inoltre un Fondo di garanzia per la morosità incolpevole, riservato agli inquilini degli alloggi pubblici che non riescono a pagare il canone per cause sopravvenute e indipendenti dalla loro volontà, come la perdita del lavoro o una consistente riduzione del reddito. Il Fondo dispone di 22 milioni di euro per il 2026 e di 2 milioni per il 2027 e sarà alimentato anche attraverso una quota dei canoni degli alloggi pubblici.

Non mancano tuttavia i limiti del programma: innanzitutto, la cifra stanziata complessiva è sufficiente per alcuni lavori, ma non per le ristrutturazioni più pesanti. Il secondo limite riguarda i tempi. Le risorse sono distribuite su cinque anni e devono essere assegnate attraverso progetti e avvisi. Per le famiglie, quindi, gli effetti non saranno immediati. Se il Piano casa potrà “mettere delle toppe” alla situazione difficile in cui versano migliaia di persone, la situazione complessiva appare lontana dalla risoluzione.

 

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