Oggi alle 17 viene inaugurata Bra’s: l’intervista con il sindaco Gianni Fogliato

Bra’s non è solo una vetrina: dietro le eccellenze culinarie ci sono persone, lavoro e dignità

Oggi alle 17 viene inaugurata Bra's: l'intervista con il sindaco Gianni Fogliato

di Marco Fiorini

BRA – Il festival della salsiccia di Bra, del formaggio Bra Dop, del pane di Bra e del riso di Bra, inizia oggi, venerdì 18 settembre alle 17, con la cerimonia di inaugurazione che si terrà in piazza 20 settembre, nel padiglione Piazza delle eccellenze e avrà un’ospite speciale Margherita di Savoia, prima regina d’Italia, di cui si festeggia il centenario della scomparsa: il corteo dei figuranti farà il suo ingresso in città su una carrozza storica, accolta da danze in costume  e sbandieratori, insieme alla banda musicale Giuseppe Verdi della città di Bra e alle autorità cittadine e regionali.

Dopo il taglio del nastro il corteo raggiungerà il Villaggio delle regioni in piazza Spreitenbach per il brindisi di apertura. Gli stand enogastronomici saranno aperti dalle 18.30 alle 23 e, dalle 19 fino a mezzanotte i sapori di Bra’s si mescoleranno con il sound di Leo live e Tutta fuffa in piazza Caduti della libertà.

Alla vigilia di Bra’s abbiamo raccolto la voce del sindaco Gianni Fogliato.

Sindaco, cosa rappresenta per la città una manifestazione come Bra’s?

«Bra’s ha rappresentato, continua a rappresentare e continuerà nel tempo a farlo, un’opportunità molto importante per Bra sotto diversi aspetti. Sicuramente per far conoscere sempre di più le proprie eccellenze enogastronomiche: dalla salsiccia di Bra al pane, dal formaggio al riso. Sappiamo bene che non c’è solo questo: ci sono anche i nostri orti e le bellezze architettoniche e artistiche di Bra. Una manifestazione di questi livelli comporta anche qualche disagio per i braidesi, perché bisogna occupare delle piazze, chiudere delle vie e così via. Ma significa anche che abbiamo imparato, pian pianino, che accogliere vuol dire farsi ancora più belli. Vuol dire accettare qualche sacrificio, dialogare con le persone, guardarsi negli occhi. Carlo Petrini lo diceva continuamente: il fatto di trovarsi a tavola, riuscire a condividere un pasto, è una delle forme più alte per creare un legame che rimane. E, soprattutto, dietro a un prodotto, dietro a un’eccellenza enogastronomica, c’è del lavoro. Il lavoro va rispettato, così come vanno rispettate le tradizioni che ci hanno insegnato molto, la dignità di un territorio e delle persone che hanno reso possibile, nel tempo, il fatto che la salsiccia fosse conosciuta da tutti, che ci fossero giovani impegnati nel campo del riso e che il pane e il formaggio fossero riconosciuti come eccellenze. Sono fattori molto importanti, altrimenti si rischierebbe che Bra’s diventi solo una vetrina. Va bene mettere in mostra le nostre eccellenze, ma bisogna saper rispettare tutto quello che c’è dietro: il territorio e il lavoro di tante persone».

A proposito di vetrina, quest’anno Bra’s si arricchisce della presenza di grandi protagonisti della gastronomia italiana, con chef molto famosi. È anche un riconoscimento importante per l’immagine della città?

Gianni Fogliato
Gianni Fogliato, sindaco di Bra

«Certamente. Voglio innanzitutto ricordare e ringraziare chi ha fatto partire Bra’s, Luigi Barbero e i suoi collaboratori dell’Ascom, che hanno avuto l’idea di questo evento, l’hanno condivisa e insieme la stiamo portando avanti. Gli chef sono fondamentali perché contribuiscono a far conoscere sempre di più le nostre prelibatezze. La bravura è importante, l’eccellenza delle persone lo è altrettanto e questo significa anche riconoscere l’importanza della formazione sotto tutti gli aspetti».

Una manifestazione di questo tipo produce anche un indotto per alberghi, ristoranti, commercio e turismo. Quale impatto vi aspettate?

«Ci aspettiamo un grande afflusso di persone che vivranno l’evento e che significherà maggior lavoro per tante attività economiche. Ma c’è un altro aspetto da sottolineare: ci aspettiamo che Bra’s sappia fare da amplificatore di quella che è l’offerta della nostra città. Vorremmo che le persone sapessero passare parola dell’accoglienza che ricevono, delle bellezze della nostra città e possano tornare per trascorrere altri giorni da noi, facendo di Bra una base per conoscere il territorio».

Ha appena fatto riferimento al territorio. Bra fa parte a pieno titolo del sistema turistico di Alba, Langhe e Roero. Negli anni sembra essersi superata quella vecchia logica di rivalità tra territori, a favore di una collaborazione più matura e vantaggiosa per tutti. Quale può essere il ruolo di Bra?

«Io ho sempre interpretato il mio ruolo amministrativo come un lavoro di squadra. Devo ringraziare veramente tanti miei colleghi dei Comuni, non solo quelli del nostro territorio, che lavorano nella stessa direzione. La competizione tra territori non serve a niente. Oggi lo abbiamo visto in tanti eventi e in tanti progetti messi in campo: se si riesce a proporre un’offerta diversificata, tutti ne possono beneficiare. L’offerta diversificata è proprio il valore aggiunto».

Quest’anno Bra è stata particolarmente colpita dalla scomparsa di due figure braidesi importanti  come Carlo Petrini ed Emma Bonino. Lei ha già fatto riferimento all’eredità di Petrini. Quanto del suo pensiero ritroviamo anche in Bra’s?

«L’insegnamento di Petrini è stato fondamentale: se non ricordiamo che dietro alle eccellenze enogastronomiche, dietro ai prodotti della terra, direttamente o indirettamente, ci sono delle persone che fanno delle scelte, che a volte svolgono un lavoro duro e che devono avere la giusta retribuzione e il giusto rispetto per la propria dignità, rischiamo di perdere il significato più profondo di quello che facciamo. Vivere tutto questo in quel modo significa anche saper fare memoria e vivere quotidianamente i valori forti che ci ha dato. Sia Carlo sia Emma hanno lottato molto per tanti diritti. Credo che proprio nei momenti di maggiore socializzazione sia opportuno richiamare quei valori e ricordare ciò che ci hanno insegnato».

Se dovesse spiegare a un visitatore perché Bra’s è un evento da non perdere, che cosa gli direbbe?

«Direi innanzitutto che il valore delle comunità, il valore delle persone che esprimono le loro capacità, sono momenti che ti fanno venire a Bra, come l’anno scorso a Cheese e come per gli altri eventi che organizziamo, che sono altrettanto importanti. Significa venire in una città che ti sa accogliere e ti fa sentire benvoluto: non un ospite, ma una parte importante di una comunità».

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