SOCIALE – Quindici posti letto, tutti occupati già dalla prima sera, non sono sufficienti a rispondere alle necessità delle persone senza un alloggio. È quanto sottolinea A.C.I.A. ODV di Alba, che interviene sul tema dell’emergenza abitativa e dell’accoglienza, ringraziando Caritas Alba per l’apertura anticipata del dormitorio invernale, ma chiedendo al tempo stesso soluzioni più ampie, concrete e durature.
L’associazione esprime innanzitutto riconoscenza alla Caritas e al suo direttore, don Domenico Degiorgis, per la sensibilità, la disponibilità e l’impegno dimostrati nell’anticipare l’apertura della struttura, offrendo un riparo a chi, soprattutto con l’abbassamento delle temperature, non ha un posto dove trascorrere la notte.
Un ringraziamento viene rivolto anche a tutte le persone e alle realtà del territorio che si stanno impegnando per garantire assistenza e accoglienza a chi si trova in condizioni di difficoltà.
A.C.I.A. ODV conferma inoltre la propria disponibilità a collaborare con Caritas, mettendo a disposizione, 24 ore su 24, i propri volontari e le competenze maturate nei servizi di mediazione culturale e sociale, accompagnamento e sostegno alle persone più fragili.
Quindici posti letto non bastano: l’emergenza abitativa richiede nuove risposte
L’associazione richiama però l’attenzione sulla necessità di non limitare gli interventi alla sola gestione dell’emergenza. Il fatto che tutti i quindici posti disponibili siano stati occupati fin dalla prima sera rappresenta, secondo A.C.I.A., un segnale evidente di quanto sia necessario ampliare la capacità di accoglienza.
Pur condividendo l’obiettivo di individuare soluzioni abitative stabili, l’associazione sottolinea che, nell’attesa, occorre garantire risposte immediate a chi si trova senza un tetto.
In questa prospettiva, A.C.I.A. ODV sta valutando anche la possibilità di contribuire alla realizzazione di una Casa di Comunità, una struttura destinata a diventare un punto di riferimento permanente per il territorio, capace di offrire accoglienza, orientamento, accompagnamento e percorsi finalizzati all’autonomia delle persone.
L’allarme sugli affitti e sullo sfruttamento delle persone fragili
Un altro aspetto sul quale l’associazione invita a riflettere riguarda le condizioni abitative di numerosi lavoratori presenti sul territorio, spesso regolarmente occupati e impegnati in attività che contribuiscono all’economia locale.
Secondo A.C.I.A., la difficoltà nel trovare un alloggio non deve trasformarsi in un’occasione di profitto a danno delle persone più vulnerabili. L’associazione denuncia situazioni nelle quali vengono richieste cifre elevate anche per un semplice materasso o un posto letto in ambienti sovraffollati.
«La casa e l’accoglienza sono diritti legati alla dignità umana, non strumenti per fare business sulla povertà», sottolinea l’associazione.
Una rete tra Comune, Caritas e associazioni
L’obiettivo dichiarato non è alimentare polemiche o contrapposizioni istituzionali, ma favorire la costruzione di una rete di collaborazione tra Comune di Alba, Caritas, associazioni e altre realtà impegnate sul territorio.
A.C.I.A. ribadisce la propria volontà di contribuire concretamente alla ricerca di soluzioni, attraverso il coinvolgimento dei volontari e la disponibilità dei propri servizi di supporto.
L’associazione richiama infine l’attenzione sulla dimensione umana dell’emergenza abitativa, ricordando che dietro ogni persona senza un alloggio ci sono storie personali, famiglie, lavoratori e situazioni di fragilità che meritano ascolto e rispetto.
Un impegno che il presidente di A.C.I.A. ODV riassume in un messaggio rivolto alle istituzioni e alla comunità: «La solidarietà non si misura dalle parole, ma dalle risposte che sappiamo dare alle persone».
Redazione
