di Francesca Pinaffo e Beppe Malò
ALBA – Secondo quanto deciso dal Comune, era prevista per il 15 novembre l’apertura del dormitorio temporaneo in via Ognissanti, nella sede della Protezione civile. Un massimo di 18 posti letto fino al prossimo 15 aprile, per ospitare chi dorme in strada, in condizioni ancora peggiori con le temperature rigide dell’inverno.
Per la Caritas di Alba, quest’attesa di oltre due settimane è eccessiva. Per questo il direttore, don Domenico Degiorgis, ha chiesto all’Amministrazione di aprirlo già da domani notte, giovedì 29 ottobre. Spiega a Gazzetta d’Alba: «Fa freddo e non possiamo accettare che ci siano oltre 20 persone che non riescono ad accedere al nostro dormitorio, che è al completo. La persona e i suoi bisogni dovrebbero venire prima delle programmazione. Abbiamo così avanzato la proposta dell’apertura anticipata al Comune: un nostro operatore si occuperebbe della gestione e gli altri due si sono già resi disponibili per coprire, in queste due settimane, i suoi turni notturni in via Pola. Anche loro sono pronti a mettersi a disposizione per aiutare questi ragazzi».
Nei giorni scorsi si sono tenuti una serie di incontri con il sindaco Alberto Gatto e con l’assessora ai servi sociali Donatella Croce, dal momento che l’apertura anticipata implica una serie di procedure burocratiche. La situazione dovrebbe chiarirsi di oggi.
Dal Comune una prima tranche da 71mila euro, «ma i costi sono elevati»
Il tema è già emerso durante la terza commissione della scorsa settimana, durante la quale è stata approfondita dal variazione di bilancio che verrà votata nel Consiglio di domani, 29 ottobre.
Ha spiegato l’assessore al bilancio, Luigi Garassino: «La voce di maggiore interesse sono però i 14mila euro che, insieme ad altri 9mila che verranno stanziati, serviranno a migliorare l’accoglienza dei lavoratori stagionali e di coloro che, nel periodo invernale, rischiano di dormire in strada sotto le torri».
I fondi, ha spiegato Garassino, serviranno in concreto a riallestire il dormitorio. Questa prima tranche sarà sufficiente per coprire le spese per il 2026, ma per i 5 mesi di apertura in totale saranno necessari 71mila euro. Sempre Garassino: «Il forte incremento dei costi trova spiegazione nella decisione di integrare il lavoro dei volontari con quello di professionisti che saranno presenti, nel corso della notte, per migliorare la qualità del servizio erogato. Le porte del dormitorio si apriranno alle 19 e si chiuderanno alle 8 del mattino. La presenza degli operatori formati permetterà di gestire al meglio eventuali criticità che potrebbero verificarsi. In questo senso, abbiamo deciso di fare un passo avanti, nell’interesse delle 15-18 persone che potranno essere accolte. Insieme con i posti letto allestiti dalla Caritas, potremo dare un tetto per la notte a 40 persone, oltre alla cena offerta dalla mensa di via Pola».
Il confronto si è poi spostato sulla valutazione dei passi compiuti in ambito sociale, e in particolare riguardo ai senza fissa dimora, un capitolo su cui il Comune investe 300mila euro ogni anno. «Come indica la scelta di coinvolgere nell’accoglienza invernale del personale specializzato, è chiaro che vogliamo procedere nella direzione del superamento di una logica emergenziale. Ci rendiamo conto però che le difficoltà sono molte e i costi da sostenere sono elevati. L’obiettivo è quello di realizzare un’accoglienza di secondo livello: dare cioè una casa a chi – e ce ne sono molti anche nel dormitorio – vorrebbe una sistemazione migliore grazie al proprio lavoro. Tuttavia la risposta delle agenzie è sempre “no stranieri e no bambini”. Per noi, è molto difficile riuscire nell’impegno di dare a queste persone una casa all’altezza del loro diritto e delle loro necessità».
Un passo avanti potrebbe essere fatto coinvolgendo altri enti e associazioni del terzo settore, per ampliare il numero dei soggetti che potrebbero concorrere a individuare soluzioni per una situazione che, allo stato attuale, è ancora emergenziale.

