di Pierangelo Vacchetto
SERRALUNGA D’ALBA – Una sala gremita, il piacere di ritrovarsi e la voglia di lasciarsi coinvolgere da nuove storie, idee e riflessioni. La Fondazione Mirafiore ha inaugurato oggi, sabato 24 ottobre, la 17ª edizione del Laboratorio di Resistenza Permanente, il percorso culturale che da anni trasforma il teatro di Fontanafredda, nel cuore delle Langhe, in un luogo d’incontro e confronto sui grandi temi del nostro tempo.
Ad accogliere il pubblico è stata Paola Farinetti che ha accompagnato l’apertura della serata, presentando il programma della nuova stagione. Un calendario ricco e articolato, destinato a portare fino ad aprile 2027 a Serralunga d’Alba alcune delle voci più interessanti del panorama culturale italiano: scrittori, giornalisti, artisti, scienziati e protagonisti della società civile. Il filo conduttore scelto per questa edizione è #ritrovarsi, una parola che racchiude il senso di un progetto capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. In un tempo in cui siamo continuamente connessi, raggiungibili e informati, ma spesso sempre più distanti gli uni dagli altri, la fondazione invita a riscoprire il valore dell’incontro, dell’ascolto e del confronto. Non soltanto ritrovarsi fisicamente, dunque, ma tornare a condividere pensieri, esperienze e domande, anche quando le risposte non sono immediate o le opinioni divergono.
Terminata la presentazione della stagione, Paola Farinetti ha lasciato la scena al fratello Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, e a Piercarlo Grimaldi, antropologo e studioso delle tradizioni popolari. Insieme hanno presentato Omero non deve morire, il libro scritto a quattro mani che ha dato il via al nuovo percorso del Laboratorio. L’incontro ha offerto l’occasione per mettere in dialogo due sensibilità e due esperienze differenti, unite dall’interesse per la cultura, le radici e il patrimonio di storie che accompagna le comunità. Già nel titolo si ritrova una riflessione sul valore della narrazione e sulla necessità di preservare la trasmissione della memoria in una società attraversata da trasformazioni sempre più rapide. I racconti, i miti, le tradizioni e i saperi popolari non appartengono soltanto al passato: continuano a parlare al presente, aiutandoci a comprendere chi siamo e da dove veniamo. È un tema che trova nelle Langhe un terreno particolarmente significativo, in un territorio in cui la cultura contadina, la memoria delle generazioni e il legame con la terra rappresentano ancora elementi fondamentali dell’identità collettiva.
La presenza di Farinetti e Grimaldi ha così inaugurato la stagione nel segno della cultura come esperienza viva, capace di creare relazioni e aprire nuove prospettive. Una partenza che s’inserisce pienamente nello spirito del Laboratorio, nato per offrire occasioni di approfondimento e confronto, lontano dalla superficialità delle risposte facili e dalla contrapposizione fine a se stessa. Dopo l’appuntamento inaugurale, il calendario proseguirà con una lunga serie d’incontri che attraverseranno discipline, linguaggi e sensibilità differenti. Giovedì 29 ottobre saranno protagonisti la pianista Gloria Campaner, l’attrice Valeria Solarino e lo scrittore Alessandro Baricco con Oltre. Sabato 31 ottobre toccherà a Gianrico Carofiglio con La confessione, mentre a novembre arriveranno, tra gli altri, Aldo Cazzullo, Mario Calabresi, Angelo Polimeno Bottai, Gianni Riotta e Alessandro De Angelis.
Il programma spazierà dalla storia alla politica, dal giornalismo alla letteratura, dalla musica ai diritti, senza trascurare le grandi trasformazioni tecnologiche e ambientali. Tra gli ospiti attesi nei mesi successivi figurano Serena Dandini, Mauro Pagani, Pegah Moshir Pour, Farian Sabahi, Matteo Saudino, Christian Greco, Evelina Christillin, Enzo Iacchetti, Riccardo Luna e Myrta Merlino. Ci sarà spazio anche per la memoria del territorio, con la proiezione del film Onde di terra di Andrea Icardi, alla presenza del regista e di Paolo Tibaldi, e per riflessioni sul lavoro, sull’intelligenza artificiale, sull’ambiente, sulle relazioni umane e sul futuro della democrazia. Un percorso ampio, in cui la pluralità degli argomenti diventa un invito a guardare la realtà da prospettive diverse, riconoscendo nella cultura uno strumento per comprendere la complessità e costruire legami.
La serata inaugurale ha confermato la vocazione della Fondazione Mirafiore a essere molto più di una sede per incontri e conferenze. Il teatro di Fontanafredda si propone come uno spazio in cui il pubblico può ritrovarsi attorno alle idee, ascoltare voci autorevoli e lasciarsi interrogare dalle questioni che attraversano la vita quotidiana. Perché ritrovarsi, come suggerisce il tema della 17ª edizione, non significa semplicemente tornare in un luogo conosciuto. Significa riconoscere il valore dello stare insieme, concedersi il tempo dell’ascolto e mantenere aperto il dialogo con gli altri. Una forma di resistenza culturale che, nelle Langhe, continua a trovare nella Fondazione Mirafiore una casa accogliente. Gli incontri si svolgono nel teatro della fondazione, all’interno del villaggio narrante di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba. L’ingresso è libero, con prenotazione sul sito www.fondazionemirafiore.it.
