Il prezzo del carburante resta alle stelle. Salgono i costi per famiglie e imprese del Cuneese

Il prezzo del carburante resta alle stelle. Salgono i costi per famiglie e imprese del Cuneese

di Sara Canta

ENERGIA –  Il prezzo dei carburanti resta alto anche dopo la fine dello sconto sulle accise del gasolio. Le rilevazioni giornaliere del  Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) mostrano prezzi quasi fermi negli ultimi giorni. Restano però su livelli elevati, soprattutto per il diesel con aumenti che interessano in particolare la rete autostradale.

IN PIEMONTE:

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO IN AUTOSTRADA
Gasolio Self 2.250 2.268
Benzina Self 2.027 2.046
Gpl Servito 0.755 0.898
Metano Servito 1.905 1.886

La parola a Michele Quaglia di Confartigianato imprese Cuneo

Il prezzo del carburante resta alle stelle. Salgono i costi per famiglie e imprese del Cuneese 1

Per comprendere meglio le ricadute locali, nei giorni scorsi abbiamo parlato con Michele Quaglia, vicepresidente vicario di Confartigianato imprese Cuneo.

Come si manifesta nel concreto il caro carburanti nelle aziende del Cuneese, Quaglia?

«La provincia di Cuneo presenta un’orografia complessa, caratterizzata da un’estesa rete di vallate alpine e da una forte dispersione dei centri abitati. Per gli artigiani locali lo spostamento su gomma non è un’opzione, ma una necessità quotidiana. L’impatto del caro carburanti si manifesta in tre forme principali: la prima è l’erosione diretta dei margini di profitto, poiché molti contratti o preventivi già firmati non permettono l’adeguamento immediato dei listini. La seconda è l’aumento dei tempi di incasso e del rischio di morosità, dovuto al sovraccarico di spese lungo tutta la filiera e la terza è l’aumento dei prezzi al consumo finale, con il rischio di frenare la domanda locale».

Può fare qualche esempio per settore?

«Nell’autotrasporto e nella logistica, il gasolio rappresenta storicamente dal 20 per cento fino a oltre il 30-35 per cento dei costi vivi di gestione dei mezzi. Ogni centesimo di aumento al litro, moltiplicato per i consumi sulle tratte alpine e nazionali, contribuisce a un extra-costo che può raggiungere migliaia di euro al mese per camion. Nell’edilizia e nell’impiantistica idraulici, elettricisti e muratori devono spostarsi quotidianamente con furgoni e veicoli commerciali dalle sedi operative ai cantieri dislocati nelle valli o nelle aree rurali. Il costo del carburante “mangia” la marginalità dell’uscita o del singolo intervento. Nell’agroalimentare e nel trasporto a temperatura controllata, i produttori della Granda di formaggi d’alpeggio, carni, prodotti dolciari, ortofrutta, subiscono un doppio colpo: l’aumento dei costi di trasporto delle materie prime in entrata e di consegna refrigerata dei prodotti finiti in uscita».

Quali sono i costi per il comparto artigiano cuneese e l’impatto stimato?

«A livello regionale, le stime di Confartigianato quantificano in oltre 2 miliardi di euro i maggiori costi sostenuti da famiglie e imprese piemontesi per energia e carburanti. La provincia di Cuneo si posiziona costantemente ai vertici piemontesi per volume di extra-costi legati alla mobilità e alla produzione energetica, data l’elevata densità di micro e piccole imprese, con oltre 17mila aziende artigiane attive sul territorio, e la conformazione geografica».

Quali conseguenze ha questa situazione sulle scelte delle aziende?

«Le imprese artigiane si trovano ad affrontare un bivio critico: ritoccare i listini al rialzo, correndo il rischio di uscire dal mercato o di deprimere i consumi locali, oppure assorbire i rincari riducendo i margini. Questa seconda scelta mette a rischio la sostenibilità finanziaria, la capacità di investimento e l’occupazione aziendale».

Perché si è arrivati a questa situazione?

«Le cause principali sono le tensioni geopolitiche internazionali, la dipendenza energetica e di filiera, la pressione fiscale e le speculazioni. Le crisi e l’instabilità nelle aree di produzione e transito, come il Medio oriente e l’Europa dell’Est, causano un’alta volatilità nei mercati del greggio e del gasolio raffinato. L’Italia sconta inoltre una forte dipendenza dalle importazioni di prodotti raffinati esteri. Il peso di accise e Iva incide sul prezzo finale alla pompa, insieme alle dinamiche speculative nei mercati all’ingrosso».

Quali interventi propone Confartigianato per superare l’emergenza?

«Servono degli interventi strutturali e immediati. Chiediamo il taglio delle accise e la sterilizzazione dell’Iva: ridurre temporaneamente l’aliquota fiscale o azzerare l’Iva applicata sulle accise, evitando la cosiddetta “tassa sulla tassa”. Un’altra proposta riguarda il gasolio professionale agevolato: estendere gli sgravi sul carburante, simili a quelli agricoli in atto, a tutto il comparto dell’autotrasporto e ai veicoli commerciali legati all’artigianato. Occorre inoltre rendere automatici, rapidi e strutturali i crediti d’imposta sul carburante per le imprese di trasporto merci e persone. Infine, chiediamo di rafforzare i controlli sulla filiera di distribuzione della benzina e del diesel, in modo da contrastare le speculazioni ed evitare aumenti ingiustificati nei momenti di picco».

 

 

 

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