ALBA – L’incendio divampato nel capannone abbandonato di via San Rocco ad Alba, utilizzato come riparo da persone senza dimora, riporta al centro dell’attenzione il problema dell’emergenza abitativa in città. A intervenire è A.C.I.A. ODV – Associazione Culturale Immigrati Alba, che esprime profonda preoccupazione, amarezza e rabbia per quanto accaduto e chiede all’Amministrazione comunale risposte immediate, a partire dall’attivazione di un dormitorio di emergenza.
Fortunatamente, al momento dell’incendio, nessuno si trovava all’interno della struttura. Secondo le informazioni raccolte dall’associazione, tuttavia, nel capannone trovavano abitualmente riparo circa quindici persone, costrette a cercare un luogo dove dormire e proteggersi dal freddo.
Una situazione che, dopo l’incendio, rischia di aggravarsi ulteriormente, lasciando queste persone senza un posto sicuro dove trascorrere la notte.
«Da anni segnaliamo questa situazione»
L’associazione, attraverso il suo presidente fondatore El Bounadi Abdelkhalek, ricorda di aver più volte richiamato l’attenzione dell’Amministrazione comunale e delle istituzioni sulla condizione delle persone senza dimora presenti sul territorio albese.
Attraverso comunicati stampa, segnalazioni e occasioni di confronto, A.C.I.A. ODV ha denunciato la presenza di persone costrette a dormire in capannoni abbandonati, edifici dismessi e altri luoghi privi di adeguate condizioni di sicurezza, manifestando la propria disponibilità a collaborare per individuare soluzioni concrete.
Il problema, sottolinea l’associazione, non riguarda esclusivamente persone disoccupate o prive di documenti. Tra coloro che vivono in queste condizioni ci sono anche lavoratori regolari che, pur contribuendo all’economia del territorio, non riescono a sostenere i costi degli affitti e a trovare una sistemazione abitativa accessibile.
«Non possiamo aspettare che accada una tragedia per intervenire. Non possiamo affidarci alla fortuna per garantire la sicurezza delle persone», è il richiamo dell’associazione.
Una città accogliente anche per le persone più fragili
L’intervento di A.C.I.A. ODV arriva proprio nei giorni in cui Alba vive uno degli appuntamenti più importanti dell’anno, con l’inaugurazione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, capace di richiamare visitatori, ospiti e autorità e di dare visibilità alle eccellenze del territorio.
Un’occasione che, secondo l’associazione, deve accompagnarsi anche a una riflessione sulle fragilità sociali presenti in città.
L’obiettivo non è nascondere il problema per tutelare l’immagine di Alba, ma affrontarlo attraverso interventi che garantiscano condizioni di vita dignitose alle persone coinvolte.
La dignità delle persone e il decoro della città, sottolinea l’associazione, non devono essere considerati obiettivi contrapposti, ma aspetti complementari di una comunità realmente accogliente.
Una città, dunque, che sappia presentarsi ai visitatori durante i grandi eventi, senza dimenticare chi vive quotidianamente situazioni di difficoltà.
La richiesta: un dormitorio di emergenza
La proposta avanzata da A.C.I.A. ODV è quella di attivare con urgenza una soluzione temporanea di accoglienza, attraverso la predisposizione di un dormitorio di emergenza destinato alle persone che attualmente non dispongono di un luogo sicuro dove dormire.
L’associazione chiede all’Amministrazione comunale, alle autorità competenti e ai servizi territoriali di avviare un confronto operativo con le realtà del volontariato per individuare posti letto disponibili e costruire un percorso capace di rispondere alle necessità immediate.
Accanto agli interventi urgenti, viene evidenziata anche la necessità di affrontare il problema abitativo con soluzioni a medio e lungo termine.
«Non basta spostare le persone da un luogo all’altro. Occorre offrire loro una possibilità concreta di vivere in condizioni sicure e dignitose».
La preoccupazione principale riguarda ciò che accadrà nelle prossime notti, soprattutto con l’abbassamento delle temperature.
«La tragedia è stata evitata, per fortuna, ma l’emergenza rimane. Non possiamo aspettare un altro incendio per tornare a parlarne».
Il ringraziamento ai soccorritori e alle autorità
Nel suo intervento, A.C.I.A. ODV rivolge un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato alla gestione dell’emergenza: Vigili del fuoco, tecnici, associazioni di soccorso e volontari.
Un riconoscimento viene espresso anche alle autorità presenti sul posto, ai Carabinieri, al comandante della Stazione, al comandante della Polizia locale e all’ex consigliere comunale Mario Sandri, rimasto fino a tarda notte per seguire l’evolversi della situazione.
L’associazione esprime inoltre apprezzamento per l’attenzione dimostrata dal sindaco di Alba, che, dopo un primo passaggio, è tornato personalmente a verificare le condizioni dell’area.
La questione è stata affrontata anche in un confronto con il presidente dell’associazione Strada Vera, con il quale A.C.I.A. condivide la preoccupazione per le condizioni delle persone senza dimora e la necessità di individuare risposte concrete.
«La dignità umana non può aspettare»
L’associazione rinnova la propria disponibilità a collaborare con l’Amministrazione comunale, le istituzioni, i servizi territoriali e le altre realtà associative, mettendo a disposizione la propria esperienza per contribuire a un percorso condiviso.
L’intenzione, precisa El Bounadi Abdelkhalek, non è alimentare polemiche o individuare responsabilità, ma favorire una collaborazione capace di affrontare un problema che riguarda l’intera comunità.
«Non chiediamo di individuare colpevoli. Chiediamo di trovare soluzioni. Non chiediamo promesse, ma un impegno concreto per evitare che altre persone siano costrette a dormire in luoghi pericolosi».
L’incendio, conclude l’associazione, ha riportato all’attenzione una situazione già conosciuta e più volte segnalata alle istituzioni. Per questo, ora, viene chiesto di passare dalle parole ai fatti.
«Non aspettiamo che sia troppo tardi. La dignità umana non può aspettare».
Redazione
