POLLENZO – Un volume unico, a tiratura limitata, che non sarà posto in vendita. La gastronomia come pensiero. L’eredità di Carlo Petrini è il libero che la sua Università gli dedica per raccoglierne l’eredità e la memoria delle sue visioni. Non a caso, in quello che è ancora provvisorio, l’ultimo capitolo dell’indice di questa opera è Chi semina utopia raccoglie realtà. Il rettore è presidente dell’Università Nicola Perullo, raccontando l’opera ha detto: «Il volume afferisce all’area molto cara a Petrini ovvero “Patrimonio culturale, tradizioni e arte”. Scritto a più mani, con 25 contributi di personaggi noti che hanno incrociato Carlo e condiviso con lui progetti e idee, l’opera che si presenta molto raffinata, con il suo cofanetto, sarà stampata da Slow food editore in sole 600 copie numerate a mano, nei primi mesi del prossimo anno. Sarà poi consultabile nella biblioteca dell’Università e distribuita ai partner e agli amici di Carlo».
Poi ha concluso: «Il contenuto del volume è assimilabile ad un convegno che avremmo potuto fare sulla figura di Carlo Petrini, sul suo essere il più famoso gastronomo di ogni tempo e sulle sue visioni sul cibo che, come sapete, immaginava come “buono, pulito e giusto”. Dunque la summa del suo pensiero, arricchita da foto inedite e da aneddoti, che ce ne tramandano la memoria».
Anche il vicepresidente Unisg Luca Martinotti ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa editoriale che riassume il pensiero e il percorso immaginato da Carlo Petrini per questa Università.
L’opera è un prodotto dei ricercatori dell’area strategica sul cibo come “Patrimonio culturale, tradizioni e arte” e necessita di essere supportata, per incrementare risorse e ricercatori al fine di continuare a realizzare sia altre opere come questa sia molti altri progetti e iniziative.
Il rettore Perullo ha quindi lanciato un appello: «Chi potrà sostenere quest’area con una donazione liberale di almeno 600 euro, riceverà in omaggio una copia di quest’opera, in tiratura limitata (600 copie, tutte numerate) e personalizzata».
Valter Manzone
