CULTURA – È Julia Deck, con il romanzo Ann d’Inghilterra, pubblicato da Adelphi, la vincitrice della XVI edizione del Premio Lattes Grinzane, il riconoscimento letterario internazionale intitolato a Mario Lattes e organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, che mette a confronto autori italiani e stranieri premiando i migliori libri di narrativa pubblicati nell’ultimo anno.
La proclamazione è avvenuta nel pomeriggio di sabato 17 ottobre, durante la cerimonia ospitata al Teatro Sociale Giorgio Busca di Alba, alla presenza dei protagonisti del Premio e del pubblico. Un’edizione particolarmente significativa, dedicata al ricordo della fondatrice Caterina Bottari Lattes, scomparsa lo scorso agosto, e arricchita dalla lectio magistralis dello scrittore indiano Amitav Ghosh, insignito del Premio Speciale.
Il romanzo vincitore e gli altri finalisti
Ann d’Inghilterra è un’opera autobiografica che esplora il rapporto tra madre e figlia, intrecciando memoria, identità e fragilità umana. Un racconto nel quale la ricerca delle proprie origini diventa anche un percorso di comprensione e riconciliazione.
La Giuria Tecnica, che lo scorso aprile aveva selezionato il romanzo tra i finalisti, aveva sottolineato come Julia Deckproponesse ai lettori «il percorso di un’inchiesta privata, il tentativo di una comprensione tardiva», mostrando come la fragilità, la vecchiaia e la malattia possano diventare occasioni per riscoprire il valore delle relazioni umane, della cura e della comprensione reciproca.
Il romanzo, vincitore in Francia del Prix Médicis 2024 e pubblicato in Italia nella traduzione di Yasmina Melaouah, racconta due figure femminili accomunate da una straordinaria forza di volontà, capaci di affrontare le difficoltà e di confrontarsi con i propri sentimenti.
Gli altri quattro finalisti dell’edizione 2026 sono stati Mathias Enard con Disertare (e/o, traduzione di Yasmina Melaouah), Andrew Miller con La terra d’inverno (NNE, traduzione di Ada Arduini), Andrew Porter con La vita immaginata (Feltrinelli, traduzione di Ada Arduini) e Clara Usón con Le belve (Sellerio, traduzione di Silvia Sichel).
Il ricordo di Caterina Bottari Lattes
Tra i momenti più emozionanti della cerimonia, il ricordo di Caterina Bottari Lattes, fondatrice del Premio e della Fondazione, scomparsa lo scorso agosto.
A renderle omaggio è stata Elena Bottari, che le è succeduta alla presidenza della Fondazione.
«Vivere, per Caterina, era un verbo mastodonte. Riassumeva una sinfonia di azioni che rendevano questa parola sempre transitiva. Vivere una vita era vivere mille avventure, mille disgrazie, mille progetti con inusuale intensità. Caterina viveva come gli acrobati, senza rete. Vivere significava anche creare nuove vie all’espressione culturale, inaugurare nuovi spazi, nuove occasioni, nuove amicizie, tenere insieme il passato e il presente, agire perché il futuro fosse all’insegna dell’arte, del pluralismo, della condivisione».
Parole che hanno restituito il ritratto di una donna profondamente legata alla cultura, all’arte e alla valorizzazione del territorio, capace di trasformare le proprie passioni in progetti condivisi.
Amitav Ghosh: dal tartufo bianco alla noce moscata
Anche quest’anno la cerimonia è stata inserita nel programma culturale della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.
Proprio dal tartufo bianco è partita la lectio magistralis di Amitav Ghosh, vincitore del Premio Speciale, che ha proposto un originale parallelismo con la noce moscata, considerata per secoli uno dei prodotti alimentari più preziosi al mondo.
«Mediante il cibo gli esseri umani si relazionano con l’ambiente circostante e con i luoghi in cui vivono», ha spiegato lo scrittore.
Attraverso il confronto tra i due prodotti, Ghosh ha affrontato temi di grande attualità, dal colonialismo al capitalismo fino alla crisi climatica, evidenziando il legame tra le risorse naturali, i territori di provenienza e le comunità che li abitano.
Una riflessione sul valore dei luoghi e sulla fragilità degli equilibri ambientali, che lo ha portato a interrogarsi: «qual è il significato del luogo nella cultura umana, e in che modo gli esseri umani possono mettersi in relazione coi luoghi in cui vivono, tanto più in tempi come i nostri, in cui tutti gli esseri viventi vengono sradicati, sfollati e allontanati per effetto dei molteplici fattori dell’odierna crisi planetaria?»
Domenica 18 ottobre il Premio arriva a Cervo
Gli appuntamenti legati al Premio proseguiranno domenica 18 ottobre, con il rinnovo, per il terzo anno consecutivo, della collaborazione tra la Fondazione Bottari Lattes e la rassegna Cervo in Blu d’inchiostro, che dal 2012 porta i protagonisti della letteratura contemporanea nel borgo ligure.
Ospite dell’incontro, in programma all’Oratorio di Santa Caterina di Cervo, sarà il finalista Andrew Miller. A condurre l’appuntamento sarà Walter Scavello, docente di Inglese del Liceo Cassini di Sanremo.
Chi sono Julia Deck e Amitav Ghosh
Julia Deck, nata a Parigi nel 1974 da padre francese e madre inglese, ha studiato Lettere alla Sorbona e trascorso un anno a New York. Tornata nella capitale francese, ha intrapreso l’attività di giornalista freelance. È autrice di cinque romanzi tradotti in numerose lingue e del libro autobiografico Ann d’Inghilterra, vincitore del Premio Médicis 2024.
Amitav Ghosh, nato a Calcutta nel 1956 e residente a New York, è uno degli scrittori indiani contemporanei più conosciuti a livello internazionale. Le sue opere sono state tradotte in oltre trenta lingue.
Tra i suoi libri figurano Il cerchio della ragione, Lo schiavo del manoscritto, Il cromosoma Calcutta, Il palazzo degli specchi, Il paese delle maree, L’isola dei fucili, il saggio La maledizione della noce moscata, il racconto in versi Jungle Nama e l’apologo La montagna vivente.
Particolarmente apprezzata è la trilogia della Ibis, composta da Mare di papaveri, Il fiume dell’oppio e Diluvio di fuoco. Einaudi ha inoltre pubblicato Fumo e ceneri, Circostanze incendiarie, La grande cecità e Le linee d’ombra.
Nel 2026 è uscito, sempre per Einaudi, il nuovo romanzo L’occhio fantasma. Nel 2024 gli è stato conferito l’Erasmus Prize.
Le giurie del Premio Lattes Grinzane
I cinque romanzi finalisti e il vincitore del Premio Speciale sono stati selezionati dalla Giuria Tecnica, presieduta da Loredana Lipperini, scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica.
Ne fanno parte Marco Balzano, scrittore, poeta e italianista; Valter Boggione, docente di Letteratura italiana all’Università di Torino; Anna Dolfi, docente di Letteratura italiana nelle Università di Trento e Firenze; Giuseppe Langella, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica e direttore del Centro di ricerca Letteratura e cultura dell’Italia unita; Alessandro Mari, scrittore ed editor; Luca Mastrantonio, giornalista e critico letterario, e Francesca Sforza, giornalista.
Un ruolo centrale nella scelta del vincitore è affidato alle Giurie Scolastiche, che quest’anno hanno coinvolto 25 istituti italiani e stranieri.
In Piemonte hanno partecipato il Liceo Scientifico Statale Leonardo Cocito di Alba, l’Istituto di Istruzione Superiore Arimondi-Eula di Savigliano, il Liceo Classico e Linguistico Vincenzo Gioberti e l’Istituto Statale di Istruzione Specializzata per Sordi A. Magarotto di Torino, oltre al Liceo Classico Statale Gian Francesco Porporato di Pinerolo.
Le altre scuole coinvolte sono il Liceo Scientifico Statale Arturo Issel di Finale Ligure, l’Istituzione Scolastica di Istruzione Liceale, Tecnica e Professionale di Verrès, il Liceo Classico Statale Cesare Beccaria di Milano, il Liceo delle Scienze Umane e Artistico Giovanni Pascoli di Bolzano, il Liceo Statale Corradini di Thiene, il Liceo Scientifico Michelangelo Grigoletti di Pordenone, l’Istituto di Istruzione Superiore Primo Levi di Vignola, il Liceo Statale Niccolò Forteguerri di Pistoia, il Liceo Classico Linguistico Leopardi di Macerata, il Convitto Nazionale Principe di Napoli di Assisi, il Liceo Ginnasio Statale Virgilio di Roma, il Liceo Scientifico annesso al Convitto Nazionale Melchiorre Delficodi Teramo, il Liceo Artistico Sabatini-Menna di Salerno, l’Istituto di Istruzione Superiore Alfano da Termoli di Termoli, il Liceo Classico Statale Quinto Orazio Flacco di Potenza, il Liceo Classico Lanza-Perugini di Foggia, l’Istituto di Istruzione Superiore Morelli-Colao di Vibo Valentia, l’Istituto di Istruzione Superiore La Farina-Basile di Messina, il Liceo Classico e Linguistico Statale Gramsci di Olbia e il Lycée René Char di Avignone, in Francia.
I sostenitori e i partner
Il Premio Lattes Grinzane è organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, con il sostegno di Regione Piemonte, Fondazione CRC, Fondazione CRT, Banca d’Alba, Azienda Vitivinicola Conterno Giacomo e Banor SIM.
L’iniziativa gode del patrocinio di Rai Piemonte, Confindustria Cuneo, Unione dei Comuni Colline di Langa e del Barolo e Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato.
Concedono patrocinio e sostegno il Comune di Monforte d’Alba, la Città di Alba e il Comune di Grinzane Cavour.
Collaborano l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour e il Teatro Sociale Giorgio Busca di Alba.
Tra i partner figurano l’Azienda Vinicola Conterno e Fantino, Cantina Terre del Barolo – Arnaldo Rivera, Antica Torroneria Piemontese, Albergo Ristorante Felicin, La Ribezza Boutique Hotel, Comune di Cervo, Associazione Turismo in Langa e Audiosystem. Partner assicurativo è Italiana Assicurazioni, Agenzia Alba Mondovì – Sciolla.
L’iniziativa è promossa nell’ambito di StrategiaCuneo 2030, per una visione di futuro condivisa.
Redazione
