Banca di Asti: Armosino presidente dopo un’assemblea piuttosto calda

Per la prima volta c'è una donna alla guida dell'istituto

Banca di Asti: Armosino presidente dopo un'assemblea piuttosto calda

di Paolo Cavaglià

ASTI  Stamani l’assemblea dei soci della Banca di Asti ha ratificato la nomina di Maria Teresa Armosino alla presidenza dell’istituto in un clima non molto sereno. Per la prima volta, la presidenza è affidata a una donna. Armosino subentra a Maurizio Rasero, il quale ha risposto in modo perentorio a chi riteneva illegittima l’assemblea, chiarendo che la Banca d’Italia gli ha formalmente intimato per iscritto di mantenere l’incarico fino alla seduta odierna. Il secondo punto dell’ordine del giorno riguardava la nomina nel Consiglio di amministrazione del manager Tommaso Gheduzzi.

Ma è stato poco prima della votazione per la presidenza che Mario Sacco (ex presidente della fondazione Cr Asti) ha acceso la miccia. «Uscito il gallo, mica avete messo la volpe nel pollaio?», ha incalzato esprimendo seri timori sull’autonomia dell’ente. Seguiva poi l’affondo di Roberto Marmo già deputato e presidente della Provincia, che ha subito chiarito la sua posizione: «Voterò contro perché non riconosco la legittimità della Fondazione che ha indicato i singoli consiglieri e il presidente». Marmo ha poi sollevato pesanti dubbi su una serie di operazioni finanziarie, chiedendo di conoscere i costi esatti prima di consegnare undici pagine di richieste scritte da allegare al verbale dell’assemblea.

​A chiudere i lavori, dopo l’approvazione del terzo punto dell’ordine sulle remunerazioni, Maria Teresa Armosino, che vanta un lungo percorso tra professione legale e ruoli istituzionali, ha detto: «Assumere la presidenza della Banca di Asti rappresenta per me un grande onore, non soltanto per il prestigio e la storia di questa istituzione, ma anche per il legame profondo che mi unisce a questo territorio e alla sua comunità». ​Ribadendo il valore del traguardo, Armosino ha aggiunto: «Ho sempre creduto che il merito debba essere il criterio alla base delle scelte, perché consente di riconoscere il valore delle persone senza distinzione di genere». La neopresidente poi tracciato la rotta, promettendo un approccio basato su «collegialità, dialogo, franchezza degli obiettivi e sulla condivisione delle scelte strategiche».

 

 

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