di Fabio Gallina
ALBA – Settant’anni di storia, un servizio essenziale per i lavoratori e un collegamento che rappresenta molto più di una semplice linea di trasporto. È questo il significato della doppia mobilitazione per salvare la corriera che collega Mombarcaro allo stabilimento Ferrero di Alba attraversando i Comuni dell’alta Valle Belbo.
Una raccolta firme
Da una parte, con lo slogan “70 anni di storia non si cancellano”, è stata lanciata una raccolta di firme per chiedere che il collegamento sia mantenuto. L’iniziativa punta a richiamare l’attenzione sull’importanza di un servizio radicato nel territorio e fortemente voluto, fin dalle sue origini, da Michele Ferrero. Il collegamento è utilizzato quotidianamente da molti lavoratori, che possono così raggiungere il posto di lavoro senza dover necessariamente disporre di un mezzo privato.
I fogli della raccolta firme sono stati diffusi in diversi esercizi dei paesi interessati dal taglio.
La lettere all’azienda
Dall’altra, su iniziativa del primo cittadino di Cravanzana, Antonio Iovieno, è stata inviata ai vertici della Ferrero una lettera sottoscritta dai sindaci di nove Comuni dell’alta Langa (Mombarcaro, San Benedetto, Niella Belbo, Feisoglio, Cravanzana, Levice, Torre Bormida, Bosia e Castino), in cui si chiede la revoca immediata della soppressione del servizio di trasporto per i dipendenti in partenza da Mombarcaro, annunciata a partire dal 16 novembre.
La decisione, secondo i sindaci, si basa su un’indagine ormai superata e rischia di stravolgere la quotidianità di molte famiglie. Le preoccupazioni principali riguardano la sicurezza dei lavoratori, costretti a viaggiare di notte su strade impervie e pericolose, nei mesi invernali, a causa di neve e ghiaccio.
Inoltre, il taglio al servizio minerebbe il ripopolamento di un’area già svantaggiata, ma nella quale molti dipendenti hanno deciso di stabilirsi di recente grazie ai costi accessibili degli alloggi. I primi cittadini sollecitanoun incontro urgente con i vertici della Ferrero per valutare soluzioni alternative che tengano conto delle reali esigenze del territorio, come il mantenimento di un collegamento ridotto tramite minibus.
Cittadini e amministratori sono uniti per lanciare un appello: «Salvaguardare la linea A per tutelare non soltanto un collegamento, ma anche un pezzo di storia condivisa e una risorsa importante per il futuro dell’alta Langa».
Ne parliamo nel numero di Gazzetta d’Alba in edicola da questa mattina, 3 novembre, insieme a tante altre notizie dal territorio.
